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È stata una delle cenerentole del mondiale, il primo a cui partecipava (ed è arrivata anche una vittoria). Allo stesso modo, anche nel turismo la Bosnia ed Erzegovina si sta affacciando sempre di più nel panorama internazionale


E così, mentre nel ranking FIFA la nazionale calcistica occupa il 21° posto, secondo il Rapporto su Turismo e Competitività del World Economic Forum di Davos la Bosnia è l'8° Paese più amichevole verso i turisti stranieri. Se a ciò si aggiunge il fascino culturale e paesaggistico di Sarajevo e della Bosnia, è prevedibile un continuo miglioramento del turismo locale.
A portare viaggiatori, o per meglio dire pellegrini, in Bosnia c'è poi Medjugorje. Dal 1981 – anno delle apparizioni della Madonna ai quattro giovani – sono più di 30 milioni i visitatori di questa meta sacra per i cattolici di tutto il mondo: ogni anno, infatti, si recano a Medjugorje circa un milione di persone.
Gli appassionati di storia, inoltre, qui come in altre parti possono osservare i segni della tremenda guerra che devastò l'ex Jugoslavia nei primi anni '90, dallo storico ponte di Mostar distrutto e ricostruito nel 2004 ai cosiddetti tour di Tito, ovvero tra i luoghi frequentati dal "padre padrone" dell'ex Jugoslavia.
L'appeal turistico globale di Bosnia ed Erzegovina è in rapida crescita anche nei Paesi arabi, come segnalato dal Kuwait, e neanche le alluvioni di maggio hanno frenato la curiosità dei viaggiatori internazionali, che hanno così dimostrato di accettare l'invito dell'UNWTO a non abbandonare i Balcani.
E chissà che tra qualche anno la Bosnia non arrivi a competere anche con le grandi nazioni mondiali. Nel calcio e nel turismo.

 

 

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