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Nel Golfo Persico lezioni di alfabetizzazione turistica. L'obiettivo è attrarre 7 milioni di turisti entro il 2030

Lo scorso autunno quattordici giganteschi palloni sono stati parcheggiati per settimane sul lungomare di Doha, dinnanzi al Sidra Medical and Research center, clinica ginecologica della capitale del Qatar. Improvvisamente una sera, al suono di un battito cardiaco amplificato, il mistero è stato disvelato dalla famiglia reale del Qatar e dalla sceicca Al Mayassa, la più grande collezionista di arte contemporanea del mondo: dagli involucri sono uscite quattrodici statue che raccontano l'evoluzione di un feto, dal concepimento alla nascita. La provocatoria installazione, The Miraculous Journey, firmata da Damien Hirst, è una metafora della rottura degli schemi mentali di un Paese arabo che sta aggressivamente tracciando il proprio ingresso dentro la modernità, suonando alla porta dell'Occidente. Hirst, l'artista più pagato al mondo, ha creato un mastodontico squalo per Relics, la sua più grande personale conclusa da poco al Qatar Museum Authority, l'istituzione museale dove sono esposti gli acquisti della sceicca.

Oltre all'arte contemporanea, a Doha sorge il Museum of Islamic Art, museo d'arte islamica, concepito da Im Pei, l'architetto cinese-americano della Piramide del Louvre, mentre giorno e notte si continua a lavorare per concludere il National Museum of Qatar, disegnato dall'archistar francese Jean Nouvel. La grande operosità, il drenaggio di capitale nella cultura, è frutto di una strategia nazionale, presentata in questi giorni a Doha.

Il governo e il settore privato in Qatar investiranno 45 miliardi di dollari nello sviluppo turistico entro il 2030. Hassan Al Ibraim, direttore del Qatar Tourism Authority, nel corso della presentazione alla stampa della Qatar National Tourism Sector Strategy 2030, ha dichiarato: "Il piano, che aiuterà la crescita dell'economia in Qatar, sostiene la piccola-media impresa, incoraggia l'imprenditoria e coinvolge attivamente il settore privato". La strategia si prefigge di portare la spesa del turismo in Qatar fino a 10 miliardi di dollari, di differenziare maggiormente le motivazioni della visita nel Paese arabo e la provenienza territoriale dei turisti: 60 nuovi progetti di sviluppo del turismo sono in cantiere.

Al Ibraim ha anche dichiarato il target sui numeri dell'incoming: "Entro il 2030, puntiamo ad attrarre sette milioni di turisti". A Doha si lavora sulle infrastrutture ricettive: il nuovo Doha Exhibition and Convention Center e un nuovo scalo internazionale, Hamad International Airport, che inaugureranno nel corso del 2014, sono i punti cardine per attrarre il turismo internazionale e incrementare gli investimenti. QTA, l'autorità turistica del Qatar, sta strutturando l'offerta culturale grazie alla continua nascita di musei ed eventi, appuntamenti sportivi, strutture ricettive di MICE e attività del tempo libero. "Il fine della strategia del turismo 2030 è costruire un settore florido in grado di gestire i flussi dei Mondiali del 2022 - spiega Issa bin Mohammed Al Mohannadi, chairman del QTA- Serve uno sforzo collettivo di tutta la classe imprenditoriale e lavorativa del Qatar per rispettare i nostri obiettivi: l'eredità di questa strategia sarà un miglioramento diffuso nella qualità della vita di tutta la popolazione in Qatar, un potenziamento dei servizi, del tempo libero, del divertimento". Secondo Al Mohannadi, in Qatar entro il 2030 saranno creati 127.000 posti per l'impiego nel settore del turismo. I numeri hanno già iniziato a fermentare: l'occupazione degli hotel dell'ultimo quadrimestre 2013 è cresciuta del 57%, potenziando l'offerta con 600 stanze, il 4,73% di crescita rispetto all'anno precedente.

 

 

Fonti foto
http://www.nytimes.com/2013/10/08/arts/design/damien-hirsts-anatomical-sculptures-have-their-debut.html
http://www.asergeev.com/pictures/archives/compress/2013/1160/06.htm