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Foto di Matthias Neumann e Giulio Rivelli. diritti riservati

Il successo ottenuto dalla campagna di crowdinvesting della start-up italo tedesca dimostra che per i piccoli Comuni d’Italia c’è un futuro possibile fatto di sviluppo e condivisione. A patto di sapere comunicare la propria “vision”

A metà maggio Amavido, start-up italo tedesca che aggrega e promuove l’offerta turistica ed esperienziale dei borghi più belli d’Italia, ha lanciato una campagna di crowdinvesting su Backtowork24. L’obiettivo era raccogliere 75.000 euro per aprirsi a nuovi mercati europei: dalla sua nascita nel 2015, Amavido ha portato nei nostri borghi i viaggiatori tedeschi, ma l’interesse per questi luoghi è diffuso in tutto il continente, e per strutturarsi c’era appunto bisogno di raccogliere questi fondi.

La campagna di crowdinvesting si è conclusa a inizio agosto, e in due mesi e mezzo l’obiettivo è stato ampiamente superato: alla fine il contatore ha toccato quota 117.120 euro. Un vero successo, insomma, che riempie di soddisfazione il giovane team di Amavido – a partire da Dominik e Marie-Janet Calzone e da Lucia Tomassini, fondatori della start-up – ma anche la nostra agenzia di comunicazione, che per Amavido ha curato l’ufficio stampa con un piano integrato che ha unito carta stampata, testate online e anche i podcast – uno strumento ancora poco noto al grande pubblico ma che siamo convinti diventerà cruciale nei prossimi anni. D’altronde, così come i podcast anche le stesse campagne di crowdinvesting stanno assumendo una funzione sempre più importante per la riuscita di nuove iniziative e di progetti che partono dal basso. A patto, però, di saper comunicare la propria “vision” in maniera chiara e precisa, come ha fatto Amavido.

Fin dalla sua nascita, infatti, questa startup si è prefissa l’obiettivo di “rendere visibile l’invisibile”, di portare cioè i turisti – prima tedeschi, ora europei – a scoprire l’Italia esclusa dai circuiti turistici di massa ma forse anche per questo più autentica; in questo modo Amavido ha valorizzato una “destinazione turistica diffusa”, contribuendo a contrastare spopolamento e abbandono e a innescare di conseguenza fenomeni di rigenerazione urbana. Riunendo l’offerta ricettiva dei borghi con le esperienze e i prodotti da provare in loco – dai corsi di cucina alle degustazioni di vini, passando anche per attività legate alla scoperta delle tradizioni e dei costumi locali – Amavido ha saputo crescere e affermarsi con un’offerta di turismo sostenibile, digitale e di comunità. Innovazione, condivisione, rispetto: sono questi i valori di Amavido, ed è su questi valori che nei mesi scorsi abbiamo costruito un piano di comunicazione legato al crowdinvesting.

Oggi, che la campagna è volta al termine, possiamo dire che gli italiani hanno dimostrato ampiamente quanto siano innamorati dei piccoli gioielli che costellano il nostro Paese e quanta fiducia abbiano nel lavoro di Amavido, ricambiando così la fiducia che i suoi giovani fondatori avevano riposto negli investitori dello Stivale. Non solo: gli italiani hanno dimostrato di comprendere bene il grande potenziale turistico ancora parzialmente inespresso di questi microluoghi, confermando così che il nostro è un Paese creativo legato all’innovazione.

Infine, permetteteci anche di essere orgogliosi per il risultato ottenuto da questi giovani europei: abbiamo sposato la loro causa fin dall’inizio della loro avventura, e non vediamo l’ora di vederli raggiungere nuovi traguardi.