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La startup italo-tedesca alla ricerca di nuovi investitori per la propria mission: rendere visibile l’invisibile e rigenerare il patrimonio turistico, storico e umano dei piccoli Comuni d’Italia con un modello di business innovativo

Diventare azionisti di Amavido per contribuire alla rigenerazione dei borghi italiani: è questo l’obiettivo della campagna di crowdinvesting lanciata da Amavido, startup italo-tedesca che si occupa di aggregare e promuovere l’offerta turistica, ricettiva ed esperienziale dei piccoli Comuni del nostro Paese.

Con la campagna iniziata il 17 maggio sul portale della società BacktoWork24, infatti, Amavido compie un passo fondamentale per la propria crescita, ma al contempo dà uno straordinario impulso all’innovazione del mercato turistico italiano e al “Rinascimento” in atto in territori per troppo tempo abbandonati a se stessi e al rischio di spopolamento e perdita di identità.
“Io sono nato in Germania, ma mio padre è originario di un paesino in Calabria. Quando mia sorella e io eravamo piccoli andavamo sempre in quel borgo, ed eravamo innamorati dell’atmosfera che si viveva. Poi, crescendo, ci siamo resi conto anche dei problemi che c’erano, con la mancanza di lavoro e l’abbandono delle case: un fenomeno stranissimo ai nostri occhi, perché sappiamo quante persone sono interessate a vivere esperienze in questi luoghi” così l’amministratore delegato Dominik Calzone spiega le motivazioni che lo hanno portato a fondare Amavido.

“Mi occupo di turismo in Italia e all’estero da tanti anni, come professionista e come ricercatrice: quando abbiamo iniziato a pensare ad Amavido ci siamo subito resi conto che i borghi italiani custodiscono un potenziale enorme, ancora inespresso perché spesso questi luoghi sono esclusi dai circuiti turistici. Ma in questi luoghi succedono cose bellissime, perché ci sono persone che danno vita a strutture e alloggi in posti unici e che offrono una serie di esperienze assolutamente affascinanti” aggiunge Lucia Tomassini, fondatrice e Destination Manager di Amavido.

Amavido come Slow Food: valorizzare l’heritage per dare nuove prospettive

Analogamente a quanto fatto dai presidi Slow Food nel settore agroalimentare, Amavido si è assunto il compito di raccontare e promuovere il turismo in paesi, borghi e piccoli luoghi d’Italia preziosi per il proprio patrimonio fatto di storia, cultura, enogastronomia, folclore, artigianato e soprattutto di persone. Aggregandone l’offerta ricettiva diffusa e portando i viaggiatori a scoprire – con pacchetti turistici tailor made – destinazioni ed esperienze altrimenti difficilmente individuabili in modo indipendente, Amavido contrasta lo spopolamento e l’oblio dei borghi italiani e va incontro a un numero crescente di viaggiatori.

Così, unendo le caratteristiche di una innovativa piattaforma on line con il calore umano e l’attenzione al cliente di un’agenzia di viaggio, questa startup da quattro anni si occupa di portare turisti tedeschi a visitare, o meglio a entrare in contatto con lo sterminato patrimonio di questi piccoli Comuni attraverso proposte personalizzate e calibrate sui desideri degli stessi viaggiatori. Chi si reca in un borgo del nostro Paese grazie alle proposte elaborate da amavido, infatti, potrà vivere un’autentica full immersion in una comunità locale e in un territorio. E naturalmente, dato il contesto rurale dei nostri borghi, il viaggiatore che sceglie un’esperienza Amavido potrà conoscere le tradizioni locali, l’artigianato, gli antichi mestieri e il folclore, così come potrà assaporare i prodotti tipici dell’enogastronomia locale, dalle materie prime fino ai piatti che di generazione in generazione sono diventati parte integrante dell’identità di questi luoghi. Un’esperienza sensoriale che può iniziare ancor prima del viaggio: prenotando almeno una settimana di vacanza, infatti, si riceverà a casa un box di prodotti tipici del territorio scelto, a cura di Amavido.

Cagli

Il turismo di Amavido: “rendere visibile l’invisibile”

Sostenibile, responsabile, esperienziale: sono queste le caratteristiche del turismo contemporaneo, e lo saranno sempre di più nei prossimi anni. Amavido ha intuito già dal 2015 lo straordinario potenziale del turismo “trasformativo” insito nei borghi italiani e lo ha fatto proprio, nel totale rispetto delle tendenze del mercato e soprattutto della cultura di questi posti.

Così, mentre overtourism, sfruttamento eccessivo delle risorse ambientali, perdita delle identità locali, inquinamento e allontanamento coatto dei residenti mettono in serio pericolo l’equilibrio delle destinazioni più frequentate dal turismo globalizzato, Amavido guida i suoi viaggiatori alla scoperta di una nuova dimensione di viaggio, in luoghi che rimangono ancora poco visibili per un turista internazionale, inserendosi con delicatezza nel tessuto sociale e contribuendo in questo modo a “rendere visibile l’invisibile”, come recita lo slogan di questa realtà.

Il contesto socio-politico attuale e il “Rinascimento 4.0” dei borghi italiani

Dopo il Medioevo, arriva il Rinascimento. Ed è proprio questo che sta succedendo nei borghi italiani – anche in quelli di epoca medievale. Dopo decenni di abbandono, spopolamento e “chiusura” di intere comunità, negli ultimi anni i nostri borghi stanno registrando i primi segnali di ripresa. Il fenomeno di inurbamento, che sembrava inarrestabile fino a poco tempo fa, sta progressivamente diventando un fenomeno bidirezionale: sono sempre più frequenti, infatti, i casi di persone e famiglie che – stufe della frenesia delle realtà metropolitane – scelgono di tornare, o di trasferirsi, in luoghi in cui il tempo e la vita scorrono ancora a misura d’uomo. Portando così avanti un “Rinascimento 4.0”, che abbina una moderna rivalutazione degli schemi sociali del passato e una digitalizzazione dell’offerta ricettiva e culturale, mettendo a sistema il patrimonio di questi luoghi sparsi per l’Italia e valorizzandolo grazie agli strumenti del turismo digitale.
E mentre sono sempre più numerosi i cittadini che spontaneamente scelgono di vivere in questi luoghi, anche sul piano socio-politico negli ultimi tempi si registra grande interesse verso i borghi italiani. Se a livello locale sono ormai un “caso di studio” le iniziative di sindaci che incentivano il ritorno ai borghi proponendo “case a un euro”, anche a livello nazionale l’attenzione verso i piccoli Comuni sta portando a iniziative per migliorare la qualità della vita e combattere lo spopolamento: superamento del digital divide, soluzioni per mantenere i servizi essenziali per gli abitanti, interventi per migliorare e preservare le infrastrutture.
È quindi piuttosto facile prevedere che nei prossimi anni il fenomeno del ritorno ai borghi assumerà dimensioni via via maggiori, compiendo il Rinascimento contemporaneo che tanti italiani auspicano per questi territori, così importanti nella storia del nostro Paese. Una rigenerazione urbana in piena regola, che è alla base della visione con cui è nata e cresciuta amavido.

Il momento perfetto per investire in Amavido: il turismo del futuro

A completare il quadro a tinte rinascimentali di cui sono oggi protagonisti i borghi italiani, c’è anche il settore economico in cui opera Amavido: quello del turismo digitale.
Negli ultimi anni, infatti, si è registrato un vero e proprio boom del turismo “trasformativo”, ovvero di un modello turistico ed economico il cui fine è arricchire il bagaglio esistenziale dei viaggiatori e contemporaneamente delle destinazioni. Il 2019 è quindi, per iniziativa dell’ex MiBACT, l’anno del turismo lento; il 2018 era stato l’anno del cibo italiano, il 2017 l’anno dei borghi, il 2016 l’anno dei cammini. Dietro a queste definizioni, negli ultimi anni sono nati numerosi progetti volti alla valorizzazione di segmenti di offerta che spaziano dal trekking al cicloturismo, dall’agroalimentare alla riscoperta di “mestieri e sentieri” di altri tempi. Ed è del tutto evidente come una realtà come Amavido sia un pioniere di questo turismo che dà valore all’eterogeneità del territorio italiano, della sua cultura e delle sue identità locali. Riuscendo a coniugare e a fare propri temi ed esperienze che oggi sono un elemento imprescindibile per sviluppare l’attrattività di tutta l’Italia nel turismo mondiale.

Dall’Italia al mondo: la scalabilità di amavido

Il modello imprenditoriale, ma anche culturale e turistico, di Amavido ha poi un’altra carta vincente da giocare sul mercato: la scalabilità. Se infatti oggi Amavido si occupa di portare i turisti tedeschi nei borghi italiani, domani l’offerta turistica potrà essere indirizzata ai viaggiatori di tutto il mondo, dando così una visibilità globale ai borghi che, in Italia come nel bacino mediterraneo, potranno attuare politiche di sviluppo e crescita economica sostenibile e a tutela delle identità peculiari di ognuno di questi piccoli Comuni.

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Immagine di copertina: Termoli. Photo credits: Matthias Neumann e Giulio Rivelli