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Partirà un bando allargato anche ai gestori di ristoranti e bar con l’obiettivo di combattere la destagionalizzazione e la conseguente precarietà degli occupati

Regione Liguria, sindacati (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) ed enti datoriali (Confindustria, Confcommercio, Confesercenti) il 30 maggio hanno siglato un nuovo patto per favorire il lavoro nel turismo. L’accordo segue la precedente intesa firmata nel febbraio dello scorso anno che aveva lo scopo di combattere la destagionalizzazione del turismo e dare una maggiore stabilità ai molti lavoratori stagionali impiegati nel settore in Liguria.

Proprio in questi giorni era in scadenza il bando nato a seguito della firma del 2018 e che ha avuto un ottimo riscontro avendo esaurito tutte le risorse disponibili (3 milioni di euro da fondi FSE). Al rinnovo del patto seguirà un nuovo bando che potrà accontentare le molte domande che, pur soddisfacendo i requisiti richiesti, erano rimaste inevase per l’esaurimento dei fondi.

Oltre ai bonus assunzionali già previsti dal bando del 2018 (3000 euro per il datore di lavoro che fa un contratto a tempo determinato di almeno otto mesi, 6000 euro per chi fa un nuovo contratto a tempo indeterminato) è stato introdotto un livello intermedio tra i due: 4000 euro per contratti a tempo determinato di almeno nove mesi. Il nuovo bando inoltre varrà anche per contratti già in essere di sei mesi che il datore di lavoro voglia estendere ad almeno otto mesi.
Altra novità è l'estensione della partecipazione al bando per altre tipologie di imprese. Il patto viene allargato infatti anche ai gestori di ristoranti e bar che faranno contratti di almeno otto mesi e che prolungheranno di conseguenza il loro periodo di apertura annuale. L’obiettivo è andare incontro ai molti esercizi sui lungomare delle più importanti località balneari della regione che spesso non fanno attività oltre i sei mesi della primavera e dell'estate.

L’accordo, sottolineano in Regione, mette la Liguria in primo piano a livello nazionale per gli interventi su destagionalizzazione e stabilità lavorativa agli occupati nel turismo, fornendo una risposta organica a diversi problemi di occupazione e formazione tipici del settore, che ha nella precarietà uno dei limiti alla crescita. La mancanza di certezze per i lavoratori stagionali comporta infatti la perdita delle migliori professionalità e dell'investimento in formazione fatto su di loro.