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Il testo unico sull'agricoltura ha riconosciuto a livello regionale gli strumenti di valorizzazione delle produzioni di qualità, del paesaggio, della cultura e del turismo rurale

È nata la Federazione delle Strade del Vino e dei Sapori del Piemonte composta da cinque associazioni di promozione e tutela del territorio. La Strada Reale dei Vini Torinesi, Barolo e grandi Vini di Langa, i Colli Tortonesi, Astesana e Riso Vercellese di Qualità entrano a far parte di un'unica realtà, con sede a Tortona (Alessandria), inserita nella Federazione nazionale Strade del vino, dell'Olio e dei Sapori.

Oltre all'itinerario geografico, le Strade raggruppano un sistema di consorzi, enti, associazioni, aziende agricole, cantine, strutture ricettive e di accoglienza che da una parte hanno l’obiettivo di tutelare produzioni e tipicità e dall’altra offrono prodotti enogastronomici e agroalimentari di qualità. Fare sinergia è l'impegno che porteranno avanti questi soggetti, forti anche della legge regionale 1 del 2019 - il nuovo testo unico sull'agricoltura - che riconosce le strade del vino e dei prodotti agroalimentari, insieme alle enoteche regionali, alle botteghe del vino e ai distretti del cibo, quali strumenti di valorizzazione delle produzioni di qualità, del paesaggio, della cultura e del turismo rurale.

La promozione delle eccellenze del territorio avverrà attraverso il racconto e il potenziamento dei prodotti del Paniere Regionale (Denominazioni d’Origine, Presidi, Pat - Prodotti agroalimentari tradizionali e Prodotti di montagna), insieme al paesaggio e al patrimonio artistico-culturale. Un percorso che contribuirà al rafforzamento dell'immagine e all'attrattività del Piemonte, tra le regioni italiane più gettonate per l'enoturismo, seconda solo alla Toscana, stando ai dati presentati all'ultima edizione di Vinitaly.

Turismo enogastronomico a fianco di quello rurale e culturale saranno dunque al centro di questo sistema che si propone come interlocutore autorevole con le istituzioni. “Il momento storico che stiamo vivendo viene colto dagli amministratori più sensibili di tutti gli ambiti territoriali e ha responsabilizzato le Strade del vino e dei Sapori d’Italia ad essere supervisori delle piccole grandi cose che da sempre sono nate e si sono prodotte nei nostri territori – ha precisato Walter Massa, presidente della Federazione piemontese e rappresentante del Nord Ovest nella Federazione Italiana Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori . Una volta ottenuto il grande prodotto subentrano motivazioni tecniche, sanitarie, legali, produttive, economiche, antropologiche che il singolo non riesce più a dirimere.Non potendo più lasciare che l’alimentare vada 'secondo protocollo', come è successo dalla fine del novecento, ma volendo che ritorni ad essere 'secondo natura', le Strade del vino e dei Sapori si strutturano in federazione in modo che ogni territorio sia forte portavoce dei Saperi e dei Sapori di oggi, di ieri e di domani. Fare economie di scala deve essere fare 'intelligenze di scala' in modo che si continui a dare precedenza all’Uomo e agli ingredienti del territorio e le nuove generazioni ritornino a riscoprire la stagionalità”.