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Tornato "di moda" nei giorni scorsi dopo la fuga di Yanukovich dall'Ucraina, il "turismo delle dittature" è un segmento del settore viaggi che, per quanto di nicchia, attrae curiosi e viaggiatori in tutto il mondo.


museo del genocidio cambogia tuol slengFa parte di un contesto più ampio, il cosiddetto turismo della memoria, in cui possono essere inclusi tutte quelle differenti forme del viaggiare in nome della storia, o della cronaca, all'insegna del motto "per non dimenticare". Dai viaggi verso i luoghi teatro di guerre e genocidi, come in Francia e Polonia, a quelli verso città e territori che sono stati teatro di tragedie naturali e umane, come negli Stati Uniti e in Giappone, il turismo della memoria si mantiene vivo grazie al desiderio delle persone di vedere con i propri occhi i posti in cui la Storia ha lasciato il suo segno.
E così, se a Fukushima i visitatori aiutano l'economia locale a risollevarsi dopo il disastro nucleare, a Mezhigorje poche ore dopo la destituzione di Yanukovich c'era già la coda ai cancelli per ammirare lo sfarzo kitsch della residenza.
Ma appunto, il turismo delle dittature non è molto più recente delle dittature, e infatti l'edizione spagnola di Condé Nast Traveler suggerisce tre itinerari possibili in tal senso. Uno per la Romania, tra i luoghi di Ceausescu; uno in Cambogia, patria del feroce Pol Pot e degli khmer rossi; uno in Repubblica Dominicana, alla scoperta dei luoghi di Rafael Leónidas Trujillo.
Per conoscere la Storia, e per non dimenticarla ovunque essa sia.

Extravagancias varias como lagos artificiales, ruinas griegas o zoológicos, forman parte de complejos residenciales habitados por mandamases temibles y sangrientos, como el recién descubierto chiringuito del ucraniano Víktor Yanukóvich en Mezhyhiria. Las visitas de estos lugares se incluyen a menudo en rutas turísticas. No es morbo viajero, es necesidad de entender el por qué, el cómo y el dónde. Que se grabe, se sepa y se difunda para que nunca jamás se vuelva a repetir.

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Nella foto, il Museo del Genocidio di Tuol Sleng, in Cambogia. Fonte Traveler.es