passaborgo

“Borghi – Viaggio Italiano” è il primo progetto turistico in cui i confini regionali cadono quasi del tutto: l’emblema di questa nuova fase è il “passaborgo”

Dopo il 2016 Anno dei Cammini, da qualche mese è stato annunciato che il 2017 è per il Ministero di Cultura e Turismo “l’Anno dei Borghi”. In particolare il progetto “Borghi – Viaggio Italiano”, inaugurato ufficialmente in questi giorni dal ministro Franceschini, può essere considerato il primo passo per la nuova fase del turismo italiano, in cui cadono del tutto o quasi i confini regionali.

Annunciato a ottobre scorso, nella versione definitiva “Borghi – Viaggio Italiano” ha ampliato il suo raggio d’azione da 14 a 18 Regioni (tutte tranne Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige) e da 800 a 1000 borghi. Tutto ciò mentre come noto è stato bocciato il referendum costituzionale del 4 dicembre che avrebbe riportato a livello nazionale la gestione di questo settore in mano alle Regioni dal 2001.

Un portale unico, una mostra a Roma e una serie di eventi e spettacoli nei territori, interattività e racconti esperienziali: il progetto è articolato e nei prossimi mesi produrrà i suoi effetti. Intanto, però, a dimostrare che “Borghi – Viaggio Italiano” è un progetto dal respiro davvero nazionale c’è l'attenzione per le Regioni colpite dai terremoti ma soprattutto un elemento solo apparentemente secondario: il “Passaborgo”.

“Con Passaborgo, i turisti in viaggio per l’Italia potranno completare un passaporto digitale, collezionando diverse località e beneficiando di convenzioni con operatori locali e convenzioni” spiega il video ufficiale di presentazione. Annunciando, in sostanza, che con questo passaporto digitale ci saranno sconti e offerte per chi visiterà diversi borghi sparsi sul territorio nazionale. Da nord a sud, senza distinzioni né confini tra province o regioni, proprio come fanno i turisti di tutto il mondo.