Il turismo legato alla dieta mediterranea potrebbe generare un valore economico aggiuntivo di circa 800 milioni di euro solo in Italia, secondo una ricerca di Mattiacci e Sfodera, docenti alla Sapienza di Roma

 

E se una corretta alimentazione, oltre a far bene alla salute, diventasse un driver di turismo che produce un fatturato di quasi 1 miliardo all'anno solo per l'Italia? A noi di Marketingdelterritorio.info risulta di sì perché abbiamo scoperto che i professori Alberto Mattiacci e Fabiola Sfodera dell'Università La Sapienza di Roma stanno per concludere una ricerca dal titolo "La Dieta Mediterranea come driver di offerte turistiche" che arriva proprio a queste conclusioni.

Partendo dalla domanda se la dieta mediterranea, già dichiarata Patrimonio immateriale dell'umanità dall'Unesco, può fungere da driver tematico per l'ideazione e la commercializzazione di offerte turistiche integrate, e indagando su quali mercati turistici potrebbero essere lanciati e verso quali target geografici, i due docenti hanno calcolato che ciò non solo è fattibile ma potrebbe aumentare l'effetto moltiplicatore dell'impatto del turismo e, a fronte di un aumento della spesa media (ad es. 20 euro) e delle presenze (ad es. 15%), potrebbe generare un valore economico aggiuntivo di circa 800 milioni di euro per l'Italia e di oltre 5 miliardi per gli altri Paesi eventualmente da coinvolgere (Spagna, Grecia, Marocco, Tunisia, Algeria).

Affinché ciò accada – secondo i ricercatori – si rende necessario progettare un prodotto e un'offerta turistica di immersione nell'identità della cultura e delle tradizioni della Dieta Mediterranea. Creare, cioè, un prodotto che, a partire dall'esplorazione di temi e luoghi significativi per la tradizione culturale e produttiva dei singoli Paesi, integri e metta in rete turismo, cultura ed enogastronomia (secondo una rete di offerta, di itinerari e di prodotti). I tempi sono flessibili: immediati se ci investe il privato, medio lunghi se a occuparsene è il settore pubblico.

Il contesto internazionale da questo punto di vista è favorevole. Secondo la ricerca, infatti, "il turismo rappresenta uno dei pochi settori economici con tassi di crescita positivi da oltre venti anni e con aspettative di crescita altrettanto positive secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) per i prossimi venti anni. Nel 2013 gli arrivi di turisti internazionali sono stati 1,087 miliardi, +5% rispetto al 2012, numero che secondo le stime UNWTO arriverà a oltre 1,8 miliardi nel 2030. L'intervento di numerosi fattori di spinta, esogeni ed endogeni al settore, ha determinato da oltre un decennio un significativo cambiamento nella struttura della domanda e nel comportamento dei turisti". In questo quadro si inserisce l'evoluzione del turismo culturale, che da turismo conoscitivo e "voyeuristico" diviene immersione e coinvolgimento nella cultura e nelle tradizioni locali. Un turismo che oltrepassa i confini amministrativi dei territori per entrare nella sfera della cultura, delle tradizioni e dei costumi di un popolo e di una civiltà, come nel caso della Dieta Mediterranea, perimetro immateriale ideale e non politico-amministrativo. "L'esperienza turistica della Dieta Mediterranea include tutte quelle esperienze attraverso le quali si apprende, si apprezzano e si consumano il cibo e le bevande che sono espressione della cucina, dell'ambiente, della cultura, delle tradizioni o delle tecniche culinarie locali, regionali o di ciascun Paese aderente". L'enogastronomia di un territorio è componente rilevante e sempre presente nelle scelte dei turisti. In alcuni casi è la motivazione principale al viaggio, in altri è motivo di integrazione dell'esperienza di viaggio e vacanza vissuta (anche e soprattutto nel caso di turismo di soggiorno come quello balneare, bruno caprioli new 206x259montano o lacuale). "La Dieta Mediterranea può divenire così un veicolo fondamentale per la conoscenza della cultura e delle tradizioni dei Paesi coinvolti ma, soprattutto, può essere essa stessa tema del viaggio e dell'esperienza che i turisti desiderano vivere".

 

Bruno Caprioli

direttore responsabile Marketingdelterritorio.info

 

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