La legge Realacci per tutelare i piccoli Comuni rappresenta una sfida alla globalizzazione che parte dalle identità locali italiane

Il 2017 è l’Anno dei Borghi e l’approvazione della legge Realacci a essi dedicata è stata la ciliegina sulla torta. Questa legge, che porta il nome del presidente della Commissione Ambiente che ha presentato il testo, ha lo scopo fondamentale di contrastare lo spopolamento dei borghi italiani e di valorizzarli attraverso una serie di iniziative.

La legge prevede degli interventi per salvare i Comuni con una popolazione al di sotto dei cinquemila abitanti, nei quali vivono il 16,59% degli italiani. I piccoli Comuni rappresentano il cuore e l’anima dell’Italia e salvarli significa proteggere la storia, le tradizioni e l’identità culturale di un territorio che nel mondo è sinonimo di bellezza ed autenticità.

Tra gli interventi previsti la prevenzione del rischio idrogeologico, la riqualificazione urbana, la tutela dell’ambiente, la riconversione dei centri storici in alberghi diffusi, la realizzazione di itinerari turistico-culturali ed enogastronomici, l’utilizzo di vecchie tratte ferroviarie come piste ciclabili, quindi la diffusione di un tipo di turismo dolce e sostenibile che vada a valorizzare l’esistente senza sovraccaricare il territorio.

Inoltre sono previste la messa in sicurezza di strade e scuole, l’utilizzo di energia pulita per il patrimonio edilizio pubblico e una serie di azioni a favore dei residenti e delle attività produttive, come ad esempio la promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta. La legge Realacci parte da un’idea di sviluppo del territorio improntata sulla comunità residente, sulle tradizioni locali che si coniugano con l’innovazione e la green economy. In un mondo fortemente cambiato dalla globalizzazione, una legge a tutela delle piccole comunità locali è una vera e propria occasione per difendere l’identità dei luoghi e per sostenere il Made in Italy, da sempre valore aggiunto del nostro patrimonio storico, culturale ed economico.