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Il progetto transfrontaliero italo-francese trasformerà i due territori a cavallo della frontiera in un unico centro di attrazione per il turismo attivo, tra sport, cultura, ambiente ed enogastronomia

Le leggendarie scalate che hanno fatto la storia del Giro d’Italia e del Tour de France si aprono a tutti gli amatori e sportivi per diventare una delle aree europee più importanti dedicate al turismo attivo.
È VéloViso, il progetto transfrontaliero che ha previsto la realizzazione di un circuito ad anello sulle cime epiche del Giro d’Italia e del Tour de France (il Colle dell’Agnello e della Lombarda, l’Izoard e il Galibier), un vero e proprio paradiso per gli appassionati di ciclismo e non solo.
Presentato ieri a Torino, sulla cima del grattacielo Intesa Sanpaolo a Torino da cui si vedono le Alpi e il Monviso, VéloViso punta non solo a rafforzare l’offerta cicloturistica del territorio transfrontaliero del Monviso, realizzato grazie al sostegno del fondo europeo Interreg-Alcotra (cooperazione di sviluppo regionale franco-italiana), ma soprattutto a trasformare questa area in un sistema di eccellenza per chi ama il turismo esperienziale.
Questo territorio a forte vocazione turistica conta almeno 16 colli, dove negli anni sono state realizzate le celebri imprese del Tour e del Giro. È per questo motivo che il Comune di Saluzzo in Italia e la Communauté de Communes du Guillestrois in Francia hanno deciso unitamente di rafforzare e valorizzare l’offerta cicloturistica del territorio transfrontaliero del Monviso. Tutte le valli sono attraversate da percorsi che corrono dalle due parti del confine, che insieme formano una rete di ciclovie convergenti intorno al Re di Pietra e immerse nella sua biosfera riconosciuta patrimonio Unesco. Il progetto Véloviso coinvolge tutte le valli già aderenti sul versante italiano al progetto MOVE, guidato dal Comune di Saluzzo (Po, Infernotto, Varaita, Grana, Maira, Stura e la pianura saluzzese), mentre su quello francese i territori d’oltralpe quali Guillestre, il Queyras, l’Embrunais e l’Ubaye.

Il tutto per un totale di circa 125 percorsi e per quasi 3.000 km che si snoderanno sia su strada sia su sterrato. In particolare per la parte italiana, si tratta di un totale di 36 percorsi per circa 1200 km che si snoderanno sia su strada (9 percorsi), sia su sterrato per mountain bike (21 percorsi) classificati in base al livello tecnico e allo sviluppo altimetrico dell’itinerario e 6 percorsi destinati alla famiglie. Mentre in Francia si parla di 62 percorsi per le mountain bike, 19 dedicati alle famiglie e 421 km per il ciclismo su strada.
Nel progetto anche diverse strutture per appassionati che prevedono sia posti dove pulire e tenere le bici sia l’utilizzo di bici con pedalata assistita per chi non vuole rinunciare comunque a cimentarsi con percorsi difficili.
Come sottolinea il sindaco di Saluzzo, Mauro Calderoni, questo progetto vuole essere il cuore di un piano più ampio per la valorizzazione di un sistema territoriale unico, che intorno al fattore molto caratterizzante quale la cultura occitana può sviluppare un turismo qualificato ed esperienziale, che partendo dall’attività cicloturistica si innerva sulla parte culturale ed enogastronomica. Non è un caso che parallelamente sia stato creato un Atlante dei Sapori e che sia stato avviato un profondo coinvolgimento delle strutture sul territorio, affinché si possa offrire il meglio al turista che verrà.
Per l'assessore alla cultura e al turismo della Regione Piemonte, Antonella Parigi, l'avvio di questo progetto rappresenta un importante punto di partenza e si inserisce all'interno delle attività dell'assessorato a sostegno del cicloturismo: un settore in forte espansione che può rappresentare per i territori un fattore di sviluppo significativo perché capace di coinvolgere tutti gli attori presenti sul territorio. VéloViso rappresenta in questo senso una best practice, perché ha portato alla creazione di reti operative capaci di unire più regioni e di attrarre importanti risorse europee.

Anche Max Brémond, sindaco di Risoul, e presidente della Communauté de communes du Guillestrois sottolinea come le terre del Monviso sono un territorio franco-italiano con un’eccezionale ricchezza umana e di patrimonio, di cui il cicloturismo è parte fondamentale. Grazie al progetto Alcotra - Véloviso, 102 Comuni francesi e italiani e 147.160 cittadini europei che con le loro azioni rafforzano l'unità europea. In passato, la terra di Bobet e di Coppi e oggi di Nibali, vincitore del Tour nel 2014 e del Giro nel 2013 e 2016, sono strade e valichi del Monviso aperti a tutti, francesi e italiani, che lavorano per migliorare l’accoglienza dei visitatori provenienti da tutto il mondo.
Il cicloturismo, in continua crescita in questi anni, è il cuore dell’offerta turistica del territorio, che mettendo in rete i suoi operatori è riuscito a costruire un progetto concreto, con declinazioni adatte a ogni possibile fruitore. Dai percorsi più facili per le famiglie e i più piccoli, fino agli itinerari più impegnativi che riprendono tappe che hanno fatto la storia del ciclismo.