La rinascita economica dell’Italia passa anche attraverso gli incentivi per i giovani, in particolare del Sud

La rinascita economica dell’Italia passa anche attraverso gli incentivi per i giovani, in particolare del Sud. Resto al Sud è un’iniziativa di Invitalia rivolta alle idee imprenditoriali dei giovani del Mezzogiorno, che hanno così la possibilità di metterle in atto grazie a una dotazione finanziaria di ben 1250 milioni di euro.

Dalla data di apertura delle domande, il 15 gennaio 2018, fino al 9 aprile, data di termine, sono giunti a sportello 2031 progetti imprenditoriali da valutare, negli ambiti ammessi dal bando: la produzione di beni per l’industria e l’artigianato, la trasformazione di prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, la fornitura di servizi a imprese e persone e il settore turismo. Le spese ammissibili a finanziamento sono la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria di beni immobili, l’acquisto di macchinari, attrezzature e programmi informatici e le principali voci di spesa per l’avvio dell’attività.

Resto al Sud consente ai giovani (under 36 residenti nelle regioni del Sud) di costruirsi un futuro nella loro terra, e le richieste di agevolazioni registrate consentono un incremento di oltre 7500 posti di lavoro, con un investimento di 134 milioni di euro complessivi. Il finanziamento copre il 100% delle spese considerate ammissibili, i contributi a fondo perduto sono pari al 35% dell’importo complessivo e il restante 65% è coperto da un finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese.

Le regioni coinvolte in questo provvedimento sono otto: la Campania, la Sicilia, la Calabria, l’Abruzzo, la Sardegna, la Puglia, la Basilicata e il Molise. La regione che ha presentato più domande di partecipazione è stata la Campania con il 45%, mentre il Molise è stata quella con meno richieste, pari all’1% del totale. Il 47% delle idee presentate riguarda il settore turistico-culturale, segno del grande interesse che suscita nelle nuove generazioni, mentre al secondo posto ci sono le attività manifatturiere con il 23% e i servizi alla persona con il 15%. L’iniziativa ha avuto un grande successo e ciò denota il desiderio dei giovani del Mezzogiorno di investire sul proprio territorio e sulle sue peculiarità, al fine di crearsi un futuro, senza dover essere costretti a emigrare.

 

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