È sempre Roma la destinazione turistica più visitata, crescono in termini di presenze Sardegna, Valle d’Aosta e Puglia. I tedeschi sono sempre i clienti principali del nostro turismo. Sui viaggi di lavoro agisce la scure della spending review nelle aziende

Viaggia a gonfie vele il movimento turistico in Italia. Secondo i dati forniti dall’Istat, il 2016 è stato ancora un anno di forte crescita: gli esercizi ricettivi hanno registrato infatti il massimo storico di circa 403 milioni di presenze (+10 milioni sul 2015, pari a +2,6%) e 116,9 milioni di arrivi (+3,5 milioni, pari a +3,1%), consolidando così la ripresa che già aveva iniziato a manifestarsi nei due anni precedenti.

Si stima che i viaggi per vacanze rappresentino circa l'86% di quelli effettuati dai residenti in Italia negli esercizi ricettivi nazionali (+19,6% sul 2015). Il restante 14% è rappresentato dai viaggi per motivi di lavoro (-4,0%). È un dato significativo questo, perché il calo è costante negli ultimi tre anni. Effetto della spending review? Probabilmente sì: è evidente come tutte le aziende già da tempo abbiano dato una sforbiciata ad alcune voci come convegni e corsi e la tecnologia abbia ormai sostituito la presenza fisica. Corsi e riunioni oggi si fanno online.

Il report Istat sul Movimento turistico in Italia, diffuso lo scorso 30 ottobre, evidenzia che negli esercizi alberghieri le presenze sono state circa 267,7 milioni e gli arrivi 90,3 milioni (rispettivamente +1,8% e +1,4% sull'anno precedente); la permanenza media, pari a 2,97 notti per cliente, è in crescita, seppur di poco, rispetto all'anno precedente (era 2,95). Negli esercizi extra-alberghieri si contano 135,3 milioni di presenze (+4,2% rispetto al 2015) e 26,7 milioni di arrivi (+9,5%), con una permanenza media di 5,07 notti (-0,26 sull'anno precedente). Le presenze negli esercizi ricettivi dei clienti residenti in Italia sono state 203,5 milioni, quelle dei non residenti 199,4 milioni (rispettivamente +1,6% e +3,5% rispetto al 2015).

Il 40,3% delle presenze registrate in Italia si concentra in 50 Comuni italiani, che assorbono da soli quasi un terzo delle presenze della clientela residente e quasi la metà di quelle dei non residenti, e Roma è la principale destinazione turistica con oltre 25 milioni di presenze (6,3% del totale nazionale); seguono, molto più distanziate, Milano (2,7%), Venezia (2,6%), Firenze e Rimini. Quanto alle Regioni, gli aumenti più consistenti in termini di presenze si registrano in Sardegna (+8,8% rispetto al 2015), Valle d’Aosta (+7,1%) e Puglia (+6,7%).
Con il 14% di presenze registrate, la Germania si conferma il principale Paese di provenienza dei turisti stranieri in Italia; seguono Francia e Regno Unito con quote di poco superiori al 3%.

Anche nel 2016 l’Italia rimane il terzo Paese in Europa per presenze negli esercizi ricettivi dopo Spagna e Francia, con una quota del 14,0% sul totale dei Paesi della Ue a 28 (stabile rispetto al 2015). La Germania si posiziona al quarto posto. Questi quattro Paesi insieme coprono più della metà delle presenze complessive dell’Unione Europea (57,4%). La Francia tuttavia registra un calo del 2,1% che sembra riflettere le conseguenze degli attentati terroristici di Parigi e Nizza.

Per la prima volta l’Istat ha diffuso anche i dati a livello comunale dell’Indagine Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi (anni 2014, 2015 e 2016), con l’obiettivo di fornire un quadro informativo sul turismo più completo e utile a soddisfare le esigenze di analisi a livello territoriale.

Il rapporto completo è consultabile qui