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Le nuvole all’orizzonte arrivano dall’inchiesta sull' EXPO pubblicata dall’Espresso in una settimana di numerose ed eccellenti presenze, da Nord a Sud

L'immagine di Angela Merkel, che, giunta in Campania per le vacanze di primavera (i rigorosi germanici le hanno più lunghe degli italiani), dopo aver pagato di tasca propria il biglietto visita gli scavi di Pompei insieme al marito, zainetto in spalla, Joachim Sauer e a qualche uomo della scorta di germanico protocollo, è il simbolo di giorni di fermento per l'Italia del turismo.

Dal Vinitaly al Salone del Mobile, la settimana trascorsa è stata positiva per l'immagine dell'Italia dei grandi eventi legati alle economie delle esperienze e alla cultura. A testimoniarlo la presenza di Matteo Renzi a chiudere la fiera del vino a Verona e a Milano tra il FuoriSalone e le riunioni con Giuseppe Sala, Pisapia e Maroni per fare il punto su EXPO 2015. Le edizioni di Vinitaly e Salone del Mobile hanno registrato numeri da record, fiumi di stranieri, professionisti e giovani all'arrembaggio, alberghi colmi: a Verona 155 mila presenze e 153 mila buyer internazionali, a Milano quasi 400 mila turisti del design. Non è tutto oro ciò che luccica però a Milano. Venerdì, L'Espresso ha pubblicato una lunga inchiesta sui lavori dell'Esposizione Universale, che fa emergere lunghe ombre sugli appalti: i grandi eventi in Italia sono spesso stati oggetto di infiltrazioni mafiose e purtroppo l'EXPO non fa eccezione. L'inchiesta del settimanale fa emergere sempre il solito doppio volto del nostro Paese: difendere la legalità, attraverso il "Comitato d'alta sorveglianza sulle grandi opere per l'EXPO 2015", oppure snellire le verifiche antimafia nel momento in cui - soprattutto adesso che le imprese che lavoreranno per la costruzione dei 60 padiglioni nazionali - si moltiplicheranno. In un caso o nell'altro rischiamo una cattiva figura. L'unica cosa certa è che non possiamo permettere che le mafie continuino a torturare eventi e patrimonio. Ma per raggiungere questo traguardo sarebbe necessario che tutti pensassero – Governo e parlamento in testa – che la cultura ed il turismo sono l''unica vera materia prima, l'unica vera risorsa economica che il nostro Paese può realmente ormai giocare. Nel frattempo preferiamo pensare alla Merkel che, passeggiando a Pompei, non ha notato neanche una crepa.

 

Bruno Caprioli - direttore Marketingdelterritorio.info

Twitter @capriolibruno

 

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