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Gran Bretagna e Germania in prima linea per chiedere all'Ue una riforma che blocchi i flussi di chi emigra per godere dei sussidi di disoccupazione. Ma da Bruxelles spiegano: "È un problema che deve essere risolto dagli Stati nazionali"


"Penso che dovremmo poter rallentare la libera circolazione fino a quando non saremo sicuri che non ci sarà una migrazione di massa" ha dichiarato ieri Theresa May, Segretario di Stato britannico, nel corso di una riunione di ministri degli interni europei a Bruxelles. "Per esempio – ha affermato l'esponente del governo di David Cameron – dovremmo chiedere ai nuovi membri di aver raggiunto un certo livello di benessere economico pro capite prima di poter godere del diritto di libera circolazione nell'Unione europea".
Il riferimento è al cosiddetto "turismo dei sussidi sociali", ovvero ai flussi migratori verso i Paesi più ricchi dell'Ue (provenienti ovviamente dai Paesi meno ricchi) di persone che, approfittando della libera circolazione continentale, vanno a usufruire dei sussidi di disoccupazione senza lavorare.
In Germania, per esempio, il numero di persone provenienti dall'Est Europa che godono di sussidi sociali senza lavorare è raddoppiato negli ultimi due anni, e a gennaio (quando cadranno le ultime barriere alla libera circolazione) anche da Berlino si temono afflussi di massa. "Abbiamo bisogno di una posizione comune dobbiamo proteggere la libertà di movimento ma anche prevenire gli abusi, abbiamo bisogno di una posizione comune aldilà delle strutture dell'Unione europea" ha dichiarato il ministro degli Interni tedesco Hans-Pieter Friedrich.
La Germania e la Gran Bretagna, insieme ad Austria, Finlandia e Paesi Bassi, da diversi mesi chiedono alla Commissione europea di adottare misure in grado di fermare chi cerca di ottenere assegni sociali in un altro Paese membro dell'Ue senza lavorare. Da Bruxelles, tuttavia, è stato ribadito che si tratta di un problema di competenza nazionale. "In certi Paesi le leggi nazionali sono troppo vaghe, troppo positive e lasciano spazio alle frodi" ha dichiarato il Commissario alla Giustizia Viviane Reding "Gli Stati membri dovrebbero fare le loro riforme e combattere le frodi. È possibile, nel rispetto delle leggi europee".
Mentre la polemica sul turismo dei sussidi divampa, quindi, è probabile che questo tema vada a inserirsi prepotentemente nella campagna elettorale per le elezioni europee di maggio 2014.

 

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