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Abbiamo fatto una chiacchierata con Rosanna Mazzia, sindaca di Roseto Capo Spulico (borgo in provincia di Cosenza), da poco eletta Presidente dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia, che riunisce i piccoli Comuni italiani con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo locale sostenibile, riscoprendo le piccole realtà territoriali. Con lei abbiamo parlato di autenticità, valorizzazione del territorio, turismo esperienziale e obiettivi futuri dell’Associazione.

L'autenticità è uno dei punti cardine dell'associazione Borghi Autentici d’Italia: cosa vuol dire secondo lei essere un borgo autentico?

Essere un borgo autentico è essenzialmente avere consapevolezza delle proprie radici, del proprio valore, di usi, costumi, storia, è avere anche la consapevolezza di un patrimonio che non appartiene ai contemporanei ma che va trasferito alle generazioni future; quindi ci sta dentro la capacità dei territori di essere generosi e contemporaneamente impegnati a difendere, conservare e valorizzare quello che si è ricevuto in eredità da chi ci ha preceduti. Sostanzialmente l’autenticità nei nostri borghi passa dalla capacità di noi amministratori locali e comunità di avere questa forza, quindi di continuare a presidiare il territorio che si abita e a presidiarlo in maniera consapevole e civile.

Quale pensa sia il ruolo dei borghi all'interno della società attuale e quale pensa potrebbe essere se fosse riconosciuto appieno il loro potenziale?

Il ruolo dei borghi è fondamentale per la tenuta stessa del sistema Italia, come diciamo da molto tempo le persone che abitano nei borghi sono veri e propri eroi contemporanei perché vivono in condizioni non agevoli, molti dei servizi essenziali sono loro negati o diciamo limitati all’indispensabile. Questo li rende evidentemente delle persone più coraggiose rispetto a chi invece sceglie la comodità, seppur con tutti i limiti della vita nelle nostre città. Sicuramente vivere in un borgo significa avere una qualità della vita più alta sotto il profilo dell’ambiente circostante, della lentezza tipica dei nostri borghi, certo non c’è lo stress da movimento o da antropizzazione esagerata, ma sicuramente c’è la difficoltà ad inviare a volte anche solo una email, oppure la difficoltà di avere un ospedale molto lontano o di non avere una scuola nel contesto in cui si vive, oppure non avere l’ufficio postale a portata di mano. Ci sono quindi tutta una serie di limitazioni che rendono tutte le persone che vivono nei nostri borghi delle persone speciali, di cui lo Stato dovrà ricominciare ad occuparsi, ricominciando a occuparsi del borghi perché sono un pezzo fondamentale della storia dell’Italia, direi imprescindibile, sono la storia stessa dell’Italia e qualunque Paese moderno e proiettato verso il futuro non può assolutamente perdersi un pezzo così importante del proprio passato.

In che modo la rinascita dei territori può avvenire attraverso la valorizzazione dei borghi minori?

Sostanzialmente la valorizzazione di un territorio passa da tutto il suo territorio, quindi i borghi sono un pezzo di questo percorso come lo sono anche certamente i borghi più grandi, le città, i paesi. È il “non perdersi i pezzi” che è il valore, mantenere l’unità e l’unitarietà della identità italiana. Da questo punto di vista mantenere in piedi i nostri borghi, per esempio occuparsi del dissesto idrogeologico che li perseguita è un fatto di fondamentale importanza.

Lo stile di vita italiano è uno dei principali punti di forza del turismo esperienziale, in che modo l'Associazione Borghi Autentici può valorizzare questo aspetto?

Borghi Autentici ha un progetto strategico che è Comunità Ospitali, che ha proprio questo compito: un patto tra le amministrazioni locali, gli stakeholders di un territorio, gli operatori e la stessa comunità, perché per Borghi Autentici il valore aggiunto è sempre la comunità, si arriva e si conclude un percorso di valorizzazione, solo se la comunità che vive quel borgo è consapevole. Questo progetto tende a valorizzare la destinazione, tende a creare una destinazione di ogni luogo, di ogni borgo e a rendere queste destinazioni un valore aggiunto per la comunità che viaggia. Anche sotto il profilo turistico- esperienziale ogni comunità, tramite questo progetto, viene chiamata a costruire le proprie esperienze e a gestirle tramite un sito, che è il sito delle comunità ospitali di Borghi Autentici, creando una sorta di pacchetto delle esperienze più interessanti di un territorio. Un assaggio di tutte queste esperienze è sicuramente contenuto nella Giornata Nazionale dei Borghi, il prossimo 29 settembre, in cui alcuni borghi autentici italiani hanno pacchettizzato le migliori esperienze che possono presentare sul proprio territorio, visitando il sito di Borghi Autentici d’Italia ogni cittadino temporaneo, come a noi piace chiamare i nostri ospiti, i viaggiatori, potrà fare un’esperienza originalissima sul territorio. Se venite a Roseto Capo Spulico potrete mangiare lo stiavucco, il pranzo al sacco dei tempi dei nostri agricoltori che si recavano in campagna per le loro attività, facendo una grande operazione di condivisione perché mettevano insieme tutto ciò che si portava e si consumava insieme, ci sarà poi un giro in mongolfiera per guardare Roseto Capo Spulico dall’alto.

Quali sono gli obiettivi dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia per il futuro?

L’obiettivo è portare sempre di più in Italia, soprattutto nelle regioni dove ancora la presenza di Borghi Autentici non è così diffusa, il messaggio di Borghi Autentici, il suo manifesto, questo canovaccio sul quale gli amministratori locali possono cimentarsi per migliorare la qualità della vita dei loro cittadini e per l’Associazione essere sempre più vicina ai sindaci che sono sicuramente il baluardo delle istituzioni che ancora i cittadini conoscono. Dopo di che pensiamo di implementare ancora i nostri progetti strategici, quindi sicuramente le comunità ospitali che devono diventare ancora più numerose in Italia per creare delle destinazioni turistiche adatte al nuovo turismo che ormai è imperante, che è quello della conoscenza delle piccole località e anche la maggiore diffusione delle cooperative di comunità che sono un’altra nostra peculiarità e che sono rivolte essenzialmente al lavoro che si può auto generare sui territori, perché senza lavoro è difficile mantenere i territori vivi e mantenere i giovani nei borghi. Sicuramente questi due sono progetti strategici che insieme a un’altra serie di filoni che stiamo seguendo, possono caratterizzare l’azione di Borghi Autentici nei prossimi anni.

Lei è da poco stata eletta presente dell'Associazione: quale valore aggiunto vuole dare attraverso la sua guida?

Io sono il primo presidente donna di Borghi Autentici d’Italia quindi mi porto questo fardello, un onore ma ovviamente anche un grande onore. Il taglio che io voglio dare è al femminile, quindi con un’azione rivolta ancor di più alle persone e soprattutto alla fasce più deboli, quindi anziani, bambini e giovani, così come faccio quotidianamente nel mio Comune lavorando insieme a tutti i Comuni che fanno parte già della rete dei Borghi Autentici, nel tentativo di diffondere ancora di più questo messaggio assolutamente innovatore di Borghi Autentici, non già rivolto al conseguimento di una bandiera, piuttosto che di un fregio per il Comune, ma a una crescita sociale e culturale della comunità, quindi certamente metterò il mio lavoro al servizio dei borghi autentici come faccio tutti i giorni al servizio dei miei cittadini.