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Il digitale cambia un settore forte dell’economia, aprendo alle nuove frontiere del turismo. In Emilia-Romagna Isnart presenta Mappa opportunità e Big Data: nuovi strumenti di indagine in via di sperimentazione

Gli strumenti digitali hanno completamente rivoluzionato l'economia mondiale, compreso il settore del turismo: per questo in Emilia Romagna ha preso avvio un progetto sperimentale legato a due nuovi strumenti realizzati da Isnart per mappare opportunità di sviluppo e big data.

Tra il 2008 e il 2018 le presenze turistiche in Italia sono cresciute del 15%, con il sorpasso di quelle internazionali sulle nazionali. La quota di imprese che vende sui grandi portali on-line è salita dal 33% all’82%. La percentuale di turisti che sceglie la destinazione di vacanza mediante i social network è passata dal 10% al 40%. Questi dati indicano che sta mutando fortemente il comportamento del viaggiatore, sempre più protagonista della sua esperienza di viaggio e di quella degli altri attraverso i social media. La ricettività è molto più articolata e varia, con forme “condivise” in sharing economy che si affiancano a quelle tradizionali, meglio gestite in maniera professionale.

A queste radicali modifiche nella realtà deve quindi corrispondere una significativa trasformazione delle analisi turistiche. Di qui la necessità di impostare nuovi strumenti di indagine. La “Mappa delle opportunità” e l’Osservatorio “Big Data” sono due innovativi prodotti informatici che cercano di andare incontro alle esigenze di un turismo che cambia. Questi strumenti sono al centro di un progetto che vede la collaborazione, a livello nazionale, di ISNART (Istituto nazionale ricerche turistiche) delle Camere di commercio, e, per la parte regionale, di Unioncamere Emilia-Romagna che agisce in sinergia con Regione e APT Servizi.

Delle opportunità legate a queste innovative modalità di analisi legate anche alla valorizzazione di forme di turismo innovative ed emergenti, si è parlato nel corso di un convegno a Bologna durante il quale sono stati presentati i primi risultati del progetto, oltre che di scenari e prospettive di un settore che ha due caratteristiche uniche: non è delocalizzabile ed è “labour intensive” ossia a forte intensità lavorativa.

“Con l’ingresso del digitale e di internet è cambiato il paradigma del turismo, fenomeno sempre più complesso. – dice Roberto Di Vicenzo, presidente ISNART - Il turismo è sempre più individuale con scelte esperienziali dove ci si muove in forma di tribù, ossia si appartiene a gruppi omogenei dal punto di vista dell’esperienza di viaggio: sceglie su internet come muoversi in accordo con i suoi blog di riferimento. Nell’era delle interconnessioni i modelli di osservazione tradizionali sono quindi insufficienti a fronte della intensità e velocità dei mutamenti. Questo significa che le statistiche fondate finora sulle presenze turistiche devono necessariamente cambiare. In questo senso ISNART con il sistema camerale italiano ha sviluppato due piattaforme che servono per conoscere in tempo reale come sta andando il turismo, come programmare e come costruire nuovi prodotti territoriali”.

La “Mappa delle opportunità” è una piattaforma basata su un sistema di intelligenza artificiale che permette di verificare cosa c’è e cosa manca, a livello di servizi, all’interno degli attrattori turistici della regione e del territorio nazionale. L’Osservatorio “Big Data” serve per acquisire tutti i dati inerenti al turismo (arrivi, presenze, spesa media, sperimentazioni sui social e altro) che vengono raccolti in un unico contenitore e messi in relazione in modo da ottenere poche e significative informazioni di sintesi.

“Sono due piattaforme in grado di mettere in evidenza, con pochi click, ciò che manca e quel che c’è in un attrattore o un gruppo di attrattori turistici – sottolinea Matteo Beghelli, ricercatore del Centro Studi di Unioncamere Emilia-Romagna - Sono in fase di test e saranno poi condivisi con i policy maker, e, in un secondo momento, con le imprese. Tutto questo per contribuire allo sviluppo del settore turismo. La sua crescita è superiore a quella di altri ambiti dell’economia regionale ed è uno dei pochi in cui il numero delle imprese attive sale”.

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