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whale watching

In Liguria sta nascendo una nuova professione turistica orientata alla sostenibilità

Gli operatori che effettuano escursioni per l’osservazione delle balene dovranno partecipare a corsi di formazione per ottenere un marchio internazionale di qualità. Lo prevede la Regione Liguria che ha avviato un primo corso con 40 iscritti provenienti da Liguria, Toscana e Sardegna, vale a dire il triangolo entro il quale la presenza dei cetacei è più diffusa.

Il corso è organizzato nell’ambito del progetto Ecostrim che ha come capofila la Fondazione CIMA e rientra nel programma Interreg Marittimo. Materia di studio è principalmente la biodiversità marina in generale, balene e delfini, ma anche uccelli marini, pesci, tartarughe. L’obiettivo è formare operatori in grado di mettere in atto le migliori pratiche per l’osservazione della fauna marina.
Il ‘whale-watching’ è un’attività turistica che si è diffusa dalla Liguria in tutta Italia a partire dal 1996. Oggi rappresenta una delle principali attrazioni del Ponente ligure e coniuga l’aspetto turistico-economico alla sensibilizzazione dei cittadini sulla ricchezza dell’ecosistema marino e sull’impatto che le attività umane hanno sul mare.
Al termine del corso, gli operatori che avranno superato l’esame potranno accedere alla certificazione High Quality Whale-Watching ®, adottata dal Santuario Pelagos e ACCOBAMS (Accordo sulla conservazione dei cetacei del mare, mar Mediterraneo e area contigua atlantica). Accompagnatore di turismo marino sarà la loro qualifica professionale, una figura che assisterà e accompagnerà i turisti in escursioni marine fornendo informazioni generali sul territorio, illustrando gli aspetti ambientali ed eco-faunistici e le zone di pregio naturalistico, assicurando assistenza tecnica al di fuori degli ambiti di competenza delle guide ambientali escursionistiche e delle guide turistiche nazionali. Questa figura, inoltre, dovrà possedere dimestichezza con l'attrezzatura di avvistamento della biodiversità marina da natante.

La Regione Liguria si è portata avanti rispetto alla legge nazionale che regolamenta le professioni turistiche, in stallo dal 2013. Il turismo, in particolare quello sostenibile, si evolve, nascono nuovi stimolanti mestieri: di qui l’avvio di corsi professionali per il turismo grazie a uno stanziamento di 5 milioni di euro.