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Lanciato a Palermo un piano nazionale per contribuire alla promozione dei borghi italiani, dei piccoli centri e dell’Italia rurale

Airbnb, il portale online che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi, con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare, generalmente privati, ha stretto un accordo con il Mibact, impegnandosi a sostenere iniziative volte a promuovere e rilanciare il turismo nei borghi. Non a caso l’annuncio del piano nazionale Borghi Italiani (Italian Villages), patrocinato dall’ANCI, avviene nell’anno che il Mibact ha voluto dedicare ai piccoli centri del nostro Paese.

Il programma prevede interventi per il recupero di spazi pubblici a cura di Airbnb e con la collaborazione della comunità locale, di artisti e architetti, sul modello di quanto realizzato a inizio 2017 a Civita di Bagnoregio. Tre borghi (Lavenone in Lombardia, Civitacampomarano in Molise e Sambuca di Sicilia) saranno interessati dal progetto entro la prima metà del 2018.

Frattanto Airbnb ha realizzato un portale pensato per mettere in contatto gli host di venti piccoli centri con i viaggiatori desiderosi di scoprire l’Italia meno conosciuta. I borghi, uno per ciascuna delle regioni italiane, verranno promossi a livello internazionale sul sito italianvillages.byairbnb.com. Si tratta di Aieta (Calabria), Apricale (Liguria), Asolo (Veneto), Barolo (Piemonte), Bevagna (Umbria), Bitti (Sardegna), Città Sant’Angelo (Abruzzo), Cividale del Friuli (Friuli Venezia Giulia), Dozza (Emilia Romagna), Étroubles (Valle d’Aosta), Furore (Campania), Mezzano (Trentino Alto Adige), Moresco (Marche), Pisticci (Basilicata), Poggiorsini (Puglia), Sabbioneta (Lombardia), San Casciano dei Bagni (Toscana), Sperlonga (Lazio), Savoca (Sicilia) e Torella del Sannio (Molise). Altri venti borghi nei prossimi mesi saranno oggetto di azioni di marketing territoriale, attraverso un piano di comunicazione dedicato, sui presidi social media di Airbnb, come il canale Instagram.

La presentazione di Palermo, alla presenza di Joe Gebbia, uno dei fondatori di Airbnb, è stata l’occasione per fare il punto sul fenomeno dell’home sharing nell’Italia rurale. Negli ultimi 12 mesi gli host residenti nella aree considerate (47 anni l’età media, il 52% donne) hanno guadagnato complessivamente quasi 80 milioni di Euro, ospitando oltre 540.000 viaggiatori attraverso i 30.000 annunci disponibili. La durata media del soggiorno è stata di 5 notti, con 3 persone a comporre il gruppo medio. Il guadagno annuale dell’host tipico delle aree rurali è stato di 1.600 Euro, frutto in genere di 16 notti prenotate.