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Club Alpino Italiano e ministero di cultura e turismo firmano il protocollo d’intesa per la valorizzazione della rete sentieristica e dei rifugi di montagna a favore del turismo sostenibile e responsabile. Nascerà il catasto nazionale dei sentieri con promozione e regole uguali per le Regioni

 

Il turismo lento va sempre più veloce in Italia. L’interesse per i viaggi a piedi o in bici sta registrando anche nel nostro Paese una crescita insospettabile fino a qualche anno fa, con la Via Francigena che è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno in costante espansione che abbraccia tutto il territorio nazionale, e anche tutti i sentieri montani (e non solo) d’Italia.
E sono proprio queste strade percorribili a piedi sono state al centro del Protocollo d’intesa firmato venerdì scorso dal ministro del beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, e dal presidente del Club Alpino Italiano, Umberto Martini. L’accordo tra MiBACT e CAI riguarda la valorizzazione della rete sentieristica e dei rifugi montani per un turismo sostenibile e responsabile, e ha come obiettivo la realizzazione del Catasto Nazionale dei Sentieri. Il ministro Franceschini ha parlato in tal senso di “un protocollo che si inserisce nelle linee del Ministero anche per la valorizzazione di un’Italia meno conosciuta e che formalizza e rende permanente una collaborazione consolidata e antica tra il MiBACT e un’associazione gloriosa come il CAI”.
In Italia abbiamo 65.000 chilometri di sentieri percorribili a piedi e il Club Alpino Italiano gestisce 774 rifugi e bivacchi per un’offerta di 21.500 posti letto. Alla luce di questi dati il protocollo d’intesa, di validità triennale, prevede oltre alla nascita del catasto dei sentieri anche la promozione “in ambito nazionale e internazionale dell’offerta di turismo sostenibile”, una collaborazione “con le Regioni per una uniformità della segnaletica sentieristica a livello nazionale” e “un accordo con l’Anci sulla manutenzione di sentieri e rifugi”.
“Da 152 anni e con 310.000 soci oltre a migliaia di accompagnatori ed istruttori, noi lavoriamo per portare sempre più persone in montagna, perché si ama e si difende ciò che si conosce. Sappiamo poi che così si trasmette anche la tradizione dei luoghi, compresa la gastronomia e tutta la filiera delle attività” ha commentato il presidente generale del CAI, Umberto Martini.

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Fonte foto: sentres.com