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L'indagine SVIMEZ sulla geografia della creatività italiana e sulle aspettative economiche degli artisti mette il Lazio in cima alle classifiche tra le regioni italiane, mentre il Mezzogiorno è molto al di sotto della media nazionale


Si terrà martedì 28 ottobre al Tempio di Adriano, a Roma, la presentazione del Rapporto SVIMEZ 2014 sull'economia del Mezzogiorno. Ma le anticipazioni fornite dalla stessa Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, ente privato senza fini di lucro istituito nel 1946, lasciano poco spazio alla fantasia e parlano di "desertificazione culturale" del nostro Sud. Obiettivo principale dell'Associazione SVIMEZ è lo studio dell'economia del Mezzogiorno, per proporre a istituzioni centrali e locali concreti programmi di sviluppo delle Regioni meridionali, arrivando così a realizzare "l'unificazione anche economica dell'Italia".
Per presenza di scultori, pittori, incisori, scrittori e consulenti artistici, reddito derivante da professioni artistiche e numero di esposizioni nel corso dell'anno, è il Lazio la regione italiana più "creativa", seguita da Toscana e Lombardia, secondo il rapporto SVIMEZ. In Meridione, invece, pochi artisti propriamente detti, poco pagati e poche esposizioni e occasioni in cui far conoscere le proprie opere.
Anche sul fronte creativo permane dunque il divario tra il resto dell'Italia e il Sud. Lo studio "La geografia della creatività in Italia: un'analisi descrittiva della distribuzione regionale degli artisti" è stato svolto dai professori Amedeo Di Maio, Salvatore Ercolano e Giuseppe Lucio Gaeta; condotto su dati Istat, del Ministero delle Finanze e in base a rilevazioni dal sito www.exibart.com, lo studio mette in relazione tre indicatori (la distribuzione regionale degli artisti, il reddito che generano e il numero di mostre presenti sul territorio nel periodo 2008-2010) per dimostrare che anche in ambito artistico professionale l'Italia è "spaccata a metà" tra Nord e Sud.

L'indagine riguarda in particolare scultori, pittori, incisori, scrittori e consulenti che allestiscono esposizioni che traggono reddito dalla loro professione e che tali si dichiarano ai fini fiscali. Esclusi quindi sia attori, stilisti o scienziati, che medici o dirigenti che rielaborano in modo originale le conoscenze apprese. "L'artista professionista vive in luoghi dove può sperare maggiori guadagni, inserirsi in una rete sociale e culturale, avere occasioni di visibilità. Nulla di diverso, quindi da ciò che spera l'ingegnere, il medico e qualsiasi altro professionista consapevole di vivere nell'epoca delle economia delle relazioni" riporta l'analisi. I creativi "sono attratti da comunità che sono caratterizzate da concentrazioni di soggetti creativi, deboli barriere sociali, forte eterogeneità sociale e culturale, isole pedonali, caffè, luoghi per la musica e l'arte". In base all'indicatore ART costruito per lo studio, dunque, i creativi si concentrano in misura superiore alla media nazionale (con ART maggiore di 1) soprattutto nel Lazio (2,73), seguiti da Toscana (1,67) e Lombardia (1,48). Presenza superiore alla media, anche se di poco, in Umbria, Trentino e Valle d'Aosta.
In nessuna delle regioni meridionali, invece, si raggiunge una presenza di artisti pari almeno alla metà della media nazionale. Abruzzo, Molise e Sardegna arrivano circa a 0,45, la Campania si ferma a 0,33, con punte di presenze minimali in Sicilia (0,29), Calabria (0,19), Basilicata (0,16).

Sul fronte del reddito, il Lazio spicca per un valore molto elevato (4,28, posta a 1 la media nazionale), seguita, decisamente a distanza, dalla Lombardia (1,22). Nel Lazio la presenza di artisti più elevata d'Italia e l'incidenza più forte sull'economia regionale è dovuta probabilmente alla presenza degli studios di Cinecittà e della RAI. In base alle dichiarazioni di redditi, in nessuna delle regioni di Sud e Isole il peso economico degli artisti raggiunge il 50% della media nazionale. A eccezione del Lazio e della Lombardia, infatti, Toscana e Umbria, con 0,8, provano ad avvicinarsi alla media, mentre tutte le regioni meridionali si collocano ai limiti, con valori compresi tra 0,1 e 0,2, a parte l'Abruzzo, che risale a 0,38.
Dinamica leggermente differente sul fronte delle esposizioni sul territorio. Il Lazio è sempre in testa, con un indicatore ESP a 1,51 superiore alla media nazionale (1), tallonato dalla Toscana (1,50) e seguito da Emilia Romagna (1,25) e Liguria (1,15). Anche in questo caso il Sud si rivela inferiore alla media nazionale almeno del 50%: si registrano più mostre in Sardegna (0,56), Abruzzo (0,48) e Campania (0,47), meno in Basilicata (0,35), Sicilia e Puglia (0,34). In coda alla classifica il Molise (0,29) e la Calabria (0,21).

 

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Nella foto, un arredo di scena de Il Casanova di Federico Fellini, all'ingresso di Cinecittà