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Una doccia fredda sul settore turistico italiano, che segna il peggior risultato nel comparto dei servizi: -4,1% il gap nel volume d'affari relativo al primo trimestre di quest'anno


I dati, diffusi dal centro studi di Unioncamere, mostrano come nei primi tre mesi del 2014 i consumi abbiano registrato un -3,7% per le imprese del commercio e un -2,6% per quelle dei servizi. Un calo che riflette le difficoltà dell'economia italiana negli ultimi mesi, come conferma il calo del Pil dello 0,1% nello stesso primo trimestre.
"Molto cauti", comprensibilmente, i giudizi riguardo alla ripresa: il 74% delle imprese ritiene infatti che nel secondo trimestre proseguirà l'attuale andamento del mercato e solo il 18% prevede un miglioramento delle vendite, a fronte di un ulteriore 8% che invece si aspetta una loro ulteriore riduzione. Le aziende più ottimiste sono comunque proprio quelle del segmento turistico.
Secondo lo studio Unioncamere, la perdita di fatturato continua a essere di entità rilevante tra le imprese del commercio con meno di 20 dipendenti (-4,5%), ma è comunque consistente anche tra quelle di dimensioni maggiori, compresa la grande distribuzione organizzata (-1,6%). Le sofferenze si concentrano soprattutto tra le imprese delle regioni centrali (che registrano una perdita del 5%) e tra quelle del Mezzogiorno (-4,2%). Nord-Ovest e Nord-Est, invece, contengono la flessione rispettivamente al -2,8% e al -2,5%.
Il desiderio di voltare pagina con la crisi induce il 24% delle imprese commerciali ad attendere un miglioramento del proprio fatturato tra aprile e giugno prossimo, mentre il 10% prevede una riduzione ulteriore delle vendite. La componente più cospicua, tuttavia, resta quella degli imprenditori che non si aspettano modifiche del quadro attuale (sono il 66%).
Nei servizi il volume d'affari risale ma resta con il segno meno; il comparto degli alberghi, ristoranti e servizi turistici chiude il periodo al -4,1%, contro il -3,9% degli altri servizi (attività finanziarie e assicurative, immobiliari e gestione delle acque e dei rifiuti) e il - 3,2% del commercio all'ingrosso e autoveicoli. La contrazione del fatturato è più intensa al Centro (-3,9%) e nel Nord-Ovest (-2,7%). Sud e Isole (-2,3%) e Nord-Est (-1,7%) si posizionano sopra la media.

 

 

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