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Sembra quasi un manifesto per l'Italia, o meglio un accorato appello agli italiani, lo spot della Maserati Ghibli andato in onda ieri sera durante il Super Bowl, la finale del campionato di footbal americano.
Anche Massimo Gramellini, nel suo Buongiorno di oggi, parla della pubblicità andata in onda negli Stati Uniti (e in tutto il mondo) durante la partita più attesa della NFL. "Per qualcuno questo Buongiorno suonerà aziendalista, nazionalista e addirittura campanilista" premette il vicedirettore de La Stampa. "Ma che la notte scorsa centotredici milioni di americani inchiodati con birra e patatine davanti ai televisori per il Super Bowl abbiano visto per la prima volta, in mezzo ai soliti marchi dell'economia globale, una bella cosa progettata e costruita in Italia, in uno stabilimento della mia Torino dove ancora due anni fa si produceva soltanto polvere, rappresenta un discreto contributo all'autostima".
"Lo spot della signora Maserati avrà colpito gli americani per il messaggio: i nemici sono più grandi e più forti, ma «noi» pensiamo a lavorare sodo, fidandoci dei nostri istinti, e al momento giusto usciamo dall'ombra e attacchiamo" spiega Gramellini. "Agli italiani, che venti secoli di cinismo hanno reso in parte impermeabili a queste scariche di adrenalina, se non il messaggio dovrebbe interessare almeno il massaggio: al nostro orgoglio, fiaccato dalle delusioni, e alla nostra intelligenza, svilita dalle ingiustizie".
"Nel mondo l'Italia continua a essere percepita come lo scrigno della Grande Bellezza. Una sorta di detentrice della formula magica del buon gusto e del buon vivere, che quando si rivela all'altezza della sua fama viene ricompensata dal successo. Così anche uno spot può aiutarci a ricordare che la nostra salvezza coincide con il nostro destino: dalla crisi non si esce facendo, magari persino meglio, le cose che fanno anche gli altri. Dalla crisi si esce facendo, al meglio possibile, le cose che sappiamo fare soltanto noi".

 

Ecco il testo (in inglese e in italiano) e il video dello spot andato in onda ieri durante il Super Bowl (vinto da Seattle su Denver):

 

"The world is full of giants. They have always been here. Lumbering in the school yards, limping through the alleys. We had to learn how to deal with deam, how to overcome them. We were small, but fast, remember? We were like a wind, appearing out of nowhere. We knew that being clever is more important than being the biggest kid in the neighborhood. As long as we keep our heads down, as long as we work hard, trust what we feel in our guts, our hearts. Then we're ready! We wait until they get sleepy. Wait until they get so big, they can barely move. Then we walk out of the shadows, quietly walk out of the dark, and strike!"


"Il mondo è pieno di giganti. Sono sempre stati qui. Nei giardini scolastici, nelle strade. Abbiamo imparato come comportarci con loro, come batterli. Eravamo piccoli, ma veloci, ricordate? Eravamo come il vento, che appare dal nulla. Sapevamo che essere intelligenti è più importante di essere il ragazzo più grosso del circondario, finché lavoriamo sodo, a testa bassa, e ci fidiamo di ciò che sentiamo nelle nostre viscere, nei nostri cuori. Allora siamo pronti! Aspettiamo finché gli altri si addormentano, finché diventano così grandi da potersi a malapena muovere. Ed è allora che noi usciamo dall'ombra, camminiamo con calma fuori dall'oscurità... e colpiamo!"

 

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(Fonte foto: http://www.lapresse.it/sport/altri-sport/football-44-super-bowl-58-denver-e-seattle-a-sorpresa-1.453619)