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I cinesi hanno fatto grandi investimenti su Milano, ma non bisogna approfittarne

Dei venti milioni di turisti che Milano e l'Italia si augurano arrivino nel 2015 per visitare l'Esposizione Universale, obbiettivo dichiarato è attrarre 8-9 milioni di stranieri, di cui un milione di cinesi. Che la Cina sia un mercato strategico è una ovvietà, ma i cinesi sono molto sensibili e preparati sull'EXPO, avendo ospitato la precedente edizione a Shanghai. Infatti, in prospettiva Milano, stanno facendo le cose in grande: il China pavillon, con un'area di 4900 metri quadrati, è secondo per dimensione solo al padiglione tedesco. Tra maggio e novembre 2015, nell' Onda di grano, il padiglione gestito dallo stato cinese attraverso le camere di commercio, città e province cinesi declineranno il tema della nutrizione.

Ma il clou è convincere il bacino di milioni potenziali turisti cinesi che l'EXPO nel cuore dell'Europa è una grande opportunità turistica. Per farlo, il cuore della Cina è fondamentale: oltre le grandi città della costa del Pacifico, le province del centro sono abitate da un grande bacino di turisti da portare a Milano. Come riporta Rita Fatiguso, corrispondente de Il Sole 24 Ore in Cina, i grandi tour operator italiani stanno lavorando sulle 13 province cinesi coinvolte nei lavori del padiglione. "Il lavoro per EXPO si presenta particolarmente impegnativo, ma abbiamo già iniziato a vendere i biglietti, cinquemila in prima battuta", spiega Leslie Rainbow di Alessandro Rosso Group; il tour operator torinese ha in programma questa settimana un roadshow nel Seichuan per cercare di attirare flussi cinesi in vista dell'EXPO. La costruzione dell'offerta legata al viaggio è fondamentale, c'è il rischio che a Milano scatti "un'influenza da Fashion week o Salone del Mobile", quando i prezzi di alberghi e dei servizi schizzano alle stelle, e questa politica non fa gioco con il mercato cinese. Dopo la legge di ottobre 2013 che tutela il turista, a Milano si attrezzano o per centrare gli obbiettivi di incoming cinese:

"Expo ha predisposto l'iter per la preparazione di pacchetti turistici, con la stipula del confidentiality agreement, agenzie e tour operator avranno diverse opzioni che funzionano in base al diverse opzioni che funzionano in base al diverso tipo di acquisto fatto dei biglietti, il che incide sulle commissioni. Il pacchetto, insomma, si costruisce intorno al biglietto. L'obbiettivo ambizioso, dichiarato da EXPO, è quello di venderne 20 milioni" continua a leggere sul Sole24ore.com

 

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