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In un vertice a Palazzo Chigi, il premier Letta con i ministri competenti e le istituzioni locali ha stabilito che dal 1° gennaio ci sarà uno stop progressivo all’accesso dei giganti del mare nella Giudecca. Sarà prevista una nuova via di accesso per la Stazione Marittima

 

Piano piano, le scene quasi apocalittiche di immense navi che sovrastano il Campanile di San Marco diventeranno un (brutto) ricordo. Il governo ha infatti deciso ieri uno stop graduale all’accesso delle grandi navi da crociera dirette o in partenza da Venezia per il canale di Giudecca.

In un vertice a Palazzo Chigi, la decisione è stata presa dal premier Letta in accordo con i ministri delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, dell’Ambiente, Andrea Orlando, di Cultura e Turismo, Massimo Bray, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi e con il segretario generale di Palazzo Chigi, Roberto Garofoli. Al vertice romano erano presenti anche le istituzioni locali, con il governatore del Veneto, Luca Zaia, il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni e il presidente dell’Autorità Portuale di Venezia, Paolo Costa.

Oltre al graduale divieto di transito alle navi da crociera nella Laguna, nella riunione governativa si è anche stabilito, in attuazione del decreto Clini-Passera, di prevedere anche “una nuova via di accesso alla Stazione marittima, individuata nel canale Contorta Sant’Angelo, come diramazione del Canale Malamocco-Marghera”.

“Nella valutazione di impatto ambientale di questa opzione – spiega una nota della Presidenza del Consiglio – saranno naturalmente considerate eventuali soluzioni alternative, compresa quella del Canale Vittorio Emanuele. Inoltre, in considerazione delle prospettive di sviluppo del porto di Venezia, centrate sulla piattaforma d’altura e sulla bonifica e riconversione del porto di Marghera, si è deciso di promuovere una revisione del Piano regolatore portuale con l’obiettivo, tra l’altro, di definire e realizzare a Marghera siti alternativi rispetto all’attuale terminal crocieristico”.

In attesa della realizzazione della nuova via di accesso alla Stazione marittima, dunque, “dalla riunione è emersa la necessità di mettere in atto al più presto misure efficaci per mitigare significativamente il traffico nel Canale di Giudecca”. Dal 1° gennaio 2014, quindi, sarà vietato il passaggio nello stesso Canale dei traghetti, con una conseguente riduzione del 25% dei transiti davanti a San Marco e del 50% delle emissioni inquinanti. Sempre dal 1° gennaio 2014, informa Palazzo Chigi, “dovrà essere ridotto fino al 20% (rispetto al 2012) il numero delle navi da crociera di stazza superiore alle 40.000 tonnellate abilitate a transitare per il Canale della Giudecca; dal 1° novembre 2014 dovrà essere definitivamente precluso il transito delle navi crocieristiche superiori a 96.000 tonnellate di stazza lorda”. “Andranno, infine, assicurate una riduzione dello stazionamento giornaliero massimo (non superiore a 5 navi da crociera di stazza superiore alle 40.000 tonnellate) e una contrazione dei passaggi residui nelle ore centrali della giornata, con concentrazione delle partenze e arrivi all’alba e al tramonto”.

Una significativa vittoria per chi da anni si batte contro il preoccupante afflusso di giganti del mare nel delicato ecosistema veneziano: dopo lo schianto della Concordia all’Isola del Giglio, un intervento del governo per scongiurare altre tragedie, e per preservare l’equilibrio ambientale della Laguna, negli scorsi mesi il governo si era assunto l’impegno di un intervento risolutivo, che da ieri è più vicino.

 

Carolina Mailander

 

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