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Un manifesto comune tra istituzioni, imprese e cittadini per progettare il futuro di Parma e della sua provincia a suon di idee e progetti concreti

Buon cibo, cultura, turismo e tempo libero, formazione e innovazione sono i quattro grandi temi sui quali l’associazione “Parma, io ci sto!” sta lavorando con l’obiettivo di creare iniziative di eccellenza e valorizzazione del territorio. Costituita nel 2016 per opera di 5 soci promotori – Alessandro Chiesi, Guido Barilla, Andrea Pontremoli, l’Unione Parmense degli Industriali, Fondazione Cariparma – l’associazione conta oggi oltre cento aderenti e il coinvolgimento di cittadini e imprese, partecipanti attivi alla vita e al futuro della città e della provincia.“Parma, io ci sto!” vuole attrarre investimenti, competenze e talenti attraverso il sostegno ad alcuni progetti incentrati sui temi strategici, quattro “petali” simbolo delle eccellenze del territorio. Primo fra tutti il riconoscimento di Parma come capitale della buona cucina e cuore pulsante per l’agroalimentare che promuove il territorio e le sue produzioni tipiche attraverso un sistema d’eccellenza enogastronomica a 360 gradi. Con il 2018 è iniziato un vasto programma sia di eventi incittà che di promozione internazionale sotto il cappello Unesco, Parma city of Gastronomy.

Proprio in questi giorni Parma vive uno dei suoi appuntamenti più significativi, la Fiera internazionale dell’agroalimentare Cibus. Quest’anno Cibus si è arricchita di un programma innovativo, la prima edizione di CibusOFF, il fuorisalone del gusto con il quale la food valley parmense si apre e si racconta a tutti. Showcooking, mostre, talk show e seminari sul futuro dell’alimentazione, concerti, cene firmate da grandi interpreti della cucina d’autore e laboratori per i più giovani animano piazza Garibaldi e quei portici del Grano che, mercato prima, crocevia degli affari poi, da sempre sono cuore pulsante della città.

L’associazione si è data inoltre l’obiettivo di rivitalizzare i luoghi d'arte dei territori di Parma, forte di un patrimonio storico-culturale di rilievo nazionale, e di collocare Parma e Busseto come cuore della musica Verdiana, reinterpretando la lirica anche in chiave moderna e pop. E con il sostegno al progetto La Cultura batte il tempo, ovvero la cultura che scandisce il tempo di vita della città efavorisce l’abbattimento degli steccati storici e sociali che rendono complicate le forme di dialogo,ha contribuito alla nomina di Parma quale Capitale Italiana della Cultura per il 2020. Sono numerose le iniziative che l’associazione ha sviluppato e supportato nei primi due anni di attività: dalle due edizioni del Verdi Off, primo progetto culturale nato in collaborazione con il Teatro, al progetto di valorizzazione della Camera di San Paolo e, in fase di avanzamento per il 2018, il progetto per il recupero del Monastero di San Giovanni e l’avvio del Tavolo dedicato all’Arte Contemporanea.

Un simile patrimonio di cibo, arte e cultura richiede però una particolare attenzione dal punto divista turistico. Su questo “petalo” l’associazione si è data l’obiettivo di valorizzare gli asset strategici del territorio e le sue eccellenze, di incrementare e strutturare meglio l’offerta, creando percorsi incrociati e concatenati per soddisfare i bisogni dei turisti. “Parma, io ci sto!” sta lavorando anche sul quarto tema strategico, che in un certo sensoricomprende e supporta gli altri tre “petali”, quello dell’innovazione e della formazione come motore di sviluppo del territorio, puntando sulle eccellenze produttive locali e dando spazio all’internazionalità, sull’università e una formazione specialistica sempre più strutturati, su un dialogo costante e costruttivo tra sistema formativo e tessuto imprenditoriale. Il sito di approfondimento è http://www.parmaiocisto.com/