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La Regione lancia il concorso dedicato agli studenti degli istituti alberghieri per creare una pasta dalle farine locali

La cucina è diventata la nuova passione dei giovani e il merito è da dare anche alle trasmissioni televisive a tema che propongono gare tra cuochi amatoriali, incuriosendo il pubblico e consacrando l’arte culinaria tra le tendenze da seguire per essere al passo con i tempi.

Cucinare diventa così un mestiere che attrae sempre più giovani che decidono di farne il loro futuro impegnandosi tra i banchi degli istituti alberghieri, eccellenze della scuola italiana. La necessità di preservare il patrimonio culinario del territorio e di divulgare la diversità agraria è alla base dell’iniziativa proposta dalla Regione Marche che presenta un bando dedicato ai futuri chef delle scuole alberghiere.

“La biodiversità in cucina, impastiamo con farine… diverse” è un progetto che tutela le risorse biogenetiche, vegetali e animali delle Marche che attraverso il concorso rivolto agli studenti ha lo scopo di creare anche una collaborazione tra le scuole, gli agricoltori e i pastifici locali.

L’oggetto del concorso è la creazione di un tipo di pasta realizzata con farina biodiversa (orzo nudo, mais ottofile, Cece Quercia e Cece nero, Cicerchia, Roveja, Fava e Frumento Jervicella, mescolate necessariamente alla farina di frumento duro di varietà antiche). Potranno partecipare al concorso gruppi o classi del III e del IV anno degli istituti alberghieri marchigiani e la scadenza delle domande di partecipazione è fissata per il 31 ottobre 2017.

L’ultima settimana di novembre si svolgerà presso l’Università Politecnica delle Marche una giornata informativa dedicata alla biodiversità, con approfondimenti su cereali e farine, sugli aspetti nutrizionali dei prodotti, sugli oli mono varietali autoctoni e sulle aziende. I partecipanti al concorso dovranno entro il 16 febbraio 2018 inviare una relazione nella quale verrà spiegato l’iter della scelta della pasta da presentare, motivandola e illustrando il legame con il territorio, spiegando come viene preparata, le tecniche di impasto, la collaborazione con il pastificio locale, la ricerca della ricetta e la rielaborazione in riferimento alla stagionalità dei prodotti utilizzati.

Il 5 marzo ci sarà una giornata dedicata alla preparazione e all’assaggio della pasta elaborata dagli studenti che dovrà essere cucinata in due modi: condita con olio mono varietale specifico e abbinata a un condimento elaborato dai ragazzi della scuola, con prodotti stagionali. I piatti proposti saranno poi valutati da una commissione valutatrice che incoronerà la migliore tipologia di pasta realizzata. Un’iniziativa del genere è fondamentale per permettere ai giovani di effettuare ricerche sui grani antichi e scoprire i piatti della tradizione, riproponendoli in chiave moderna. Inoltre la possibilità di donare ai giovani partecipanti gli strumenti per conoscere i processi di produzione, entrare in contatto con le aziende, scegliere le migliori materie prime del territorio, fare attenzione alla stagionalità dei prodotti e motivare le scelte, è un ottimo modo per creare una connessione tra il mondo della scuola e quello del lavoro, formando professionisti in grado di avere capacità critica e conoscenza completa del cibo tipico della propria area geografica.