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Formazione, innovazione e soprattutto l'impegno a "fare rete": le 250 Pro Loco siciliane unite per sopravvivere a tagli di contributi e crisi economica


Il percorso di crescita e rilancio dell'azione delle Pro Loco vede questo fine settimana un doppio appuntamento con il secondo seminario formativo riservato agli associati: sabato 22 a Cefalù (Sea Palace Hotel), per le associazioni della Sicilia Occidentale, domenica 23 a Santa Venerina (Casa del Vendemmiatore) per quelle della Sicilia Orientale.
"Investiamo sulla formazione dei nostri operatori che nei fatti rappresentano il primo punto di contatto per i turisti e proprio in considerazione di ciò ampio spazio sarà dato ai principi di marketing turistico e comunicazione efficace" ha spiegato il presidente di Unpli Sicilia Nino La Spina.
In Sicilia sono 20.000 i volontari delle associazioni di promozione turistica che a seguito della chiusure della Apt (Aziende Provinciali del Turismo) e del commissariamento delle province regionali, garantiscono ogni giorno una corretta informazione e accoglienza turistica sul territorio (e da poche settimane Cleo Licalzi è il nuovo assessore regionale al Turismo dopo i cambiamenti nella giunta Crocetta).

"L'esempio concreto dei nostri sforzi è rappresentato da 'Typical Sicily'. Un progetto realizzato in collaborazione con quattro GAL siciliani (Etna, Rocca di Cerere, Terre del Nisseno e Peloritani) che mette a sistema oltre 160 attori privati e pubblici al fine di presentare, con tanto di pacchetti turistici, e far fruire l'intero territorio interessato come un contesto omogeneo, caratterizzato dall'offerta integrata di beni rurali, ambientali, storici, attrazioni turistiche e prodotti tipici" ha spiegato ancora il presidente delle Pro Loco siciliane, riferendosi al progetto che coinvolge le province di Catania, Enna, Caltanissetta e Messina.
Nel seminario di questo week end, i temi centrali saranno gli aspetti giuridici e fiscali, la comunicazione e il social media marketing.

 

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