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I dati sull'inizio dell'estate fanno ben sperare. Boom di Ragusa, bene Palermo e Taormina. E arrivano 18 milioni di euro per avviare nuove imprese nel settore
"Non c'è un euro per il turismo" aveva detto a inizio giugno Michela Stancheris, assessore al Turismo della Regione Sicilia, parlando di casse vuote per sostenere il comparto. Ma a quanto pare, per fortuna a contribuire allo sviluppo del turismo siciliano ci pensano direttamente i viaggiatori, in crescita anche per quest'estate.
"Questa stagione sembra essere iniziata con la marcia giusta - ha infatti spiegato Nicola Farruggio, vicepresidente vicario di Federalberghi Sicilia e presidente di Federalberghi Palermo - I numeri delle prenotazioni per luglio e agosto sono in crescita e abbiamo già prenotazioni anche per settembre e ottobre, un fatto che non si verificava da un po' di tempo data la tendenza degli ultimi anni a vacanze last minute piuttosto che programmate su lunga scadenza".
Così, se l'introduzione della tassa di soggiorno in molti Comuni siciliani pare non aver influito negativamente, a contribuire positivamente sono state le condizioni di instabilità dei competitor territoriali: "L'instabilità di Paesi come la Tunisia e la Turchia, da sempre concorrenti della Sicilia come mete di vacanze hanno giovato alla nostra regione e influito positivamente sui numeri di turisti" spiega infatti ancora Farruggio.
In particolare, Palermo si conferma come la meta con maggiori presenze turistiche durante tutto l'anno, e non solo per il mare ma anche per il fascino da città d'arte: "Maggio e giugno sono i periodi in cui il capoluogo siciliano registra il maggior numero di turisti - spiega ancora il presidente di Federalberghi Palermo - Luglio e agosto invece risentono delle alte temperature e del fatto che la città non riesce ancora a essere venduta bene come località balneare, ma su questo stiamo lavorando". Nel 2013 il capoluogo della Trinacria aveva chiuso la stagione estiva con un +7% e per quest'anno le previsioni indicano un +3%.
Tra le mete preferite dai turisti che si recano in Sicilia resta Taormina che con il suo mare, il teatro antico e i suoi panorami mozzafiato non smette di attirare turisti. A giugno si è confermato l'andamento positivo dello scorso anno, ma il picco delle presenze è atteso per agosto, mese in cui nel 2013 hanno raggiunto quota 166.000. Perde invece Cefalù che, fra le altre cose, risente della chiusura del Club Med. "Era una struttura che attirava molti turisti, ma il problema non è solo quello. Negli ultimi due anni Cefalù ha perso il 12% e quest'anno, nonostante il timido risveglio di aprile, ha chiuso maggio e giugno con un calo di circa il 5%. Il problema è che l'offerta turistica è rimasta quella del boom degli anni Ottanta e non ha saputo modernizzarsi. Oggi una settimana di vacanza a Cefalù è monotona per il turista" spiega Farruggio.
Ad attirare sempre più turisti, registrando un vero e proprio boom, è invece l'area iblea, nel territorio della provincia di Ragusa. Addirittura +65% per le presenze nel Ragusano nel confronto tra 2014 e 2013, con protagonista in positivo l'aeroporto di Comiso. Grazie ai collegamenti con Londra e Bruxelles e all'incremento dei voli da e per Milano e Roma è stato registrato un incremento nei flussi italiani e internazionali. Dall'estero i più assidui sono gli inglesi in arrivo con i voli low cost da Londra Stansted. Secondo Farruggio "a giocare un ruolo determinante è la capacità della zona di soddisfare le esigenze di tutti i tipi di turisti coniugando il mare e le spiagge con le bellezze artistiche e culturali e le specialità enogastronomiche. L'apertura dell'aeroporto di Comiso in un anno di operatività ha fatto registrare 180.000 passeggeri con previsioni, per il 2014, di circa 300.000 passeggeri ma bisogna anche dire che gli sforzi fatti dalle società di gestione degli aeroporti dell'Isola hanno dato i loro frutti. Il nuovo scalo di Comiso, il potenziamento delle tratte low cost su Palermo e Catania così come i collegamenti più efficienti con Roma hanno reso la Sicilia più facilmente raggiungibile e l'hanno anche aperta a un flusso diverso di turisti. Francesi e tedeschi fanno sempre la parte da leone ma sono sempre di più gli americani, i giapponesi e anche i sudamericani che scelgono l'Isola come meta delle loro vacanze".
Le prenotazioni per luglio e agosto sono in crescita per tutto il territorio siciliano, così come per settembre e ottobre. Previsioni tutte positive, ma il vicepresidente di Federalberghi Sicilia sottolinea anche alcune criticità: "Quattordici milioni di turisti per le potenzialità della Sicilia sono una cifra ridicola. La nostra è un'offerta turistica troppo confusa e fino adesso la maggior parte delle cose che sono state fatte sono state lasciate all'iniziativa dei singoli operatori. Dobbiamo rivedere l'immagine che diamo all'estero della Sicilia e riuscire a comunicare meglio tutto quello che l'Isola può offrire".
Secondo Farruggio manca un "sistema turismo" moderno ed efficace: "Dobbiamo superare l'idea della Sicilia come meta da vacanza di massa e allo stesso tempo ampliare l'offerta accostando all'ormai noto binomio 'mare-bel tempo' tutte le potenzialità culturali della nostra regione. Stiamo lavorando per metterle a sistema - conclude - ma ci sono delle criticità che non dipendono da noi: penso ad esempio a tutti gli eventi che si svolgono in Sicilia ma che non sono promossi bene e con largo anticipo, oppure al turista che arriva davanti ai musei e li trova chiusi. Su questo sono gli assessorati che dovrebbero lavorare".
E a proposito di istituzioni, ieri a Gela (Caltanissetta) sono stati comunicati i fondi messi a disposizione da Invitalia per il turismo siciliano. 18 milioni di euro per avviare imprese nel settore turistico: alla presenza del governatore Rosario Crocetta e dell'assessore Michela Stancheris sono infatti stati presentati i fondi messi a disposizione dal Programma Operativo Interregionale "Attrattori naturali, culturali e turismo" Fesr 2007-2013 e stanziate dal Ministero dello Sviluppo Economico con il duplice obiettivo di riqualificare l'offerta turistico-culturale e paesaggistica della Regione e sostenere la nascita di nuove iniziative imprenditoriali nei in tre poli-obiettivo: "Sicilia greca", "Sicilia dei Sicani e degli Elimi" e "Dalla Valle dei Templi alla Villa Romana".

 

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Nella foto, Ragusa Ibla