fbpx

Mamme che elemosinano latte in polvere, false guide, falsi accompagnatori, matrimoni arrangiati e venditori di marijuana: ecco le 10 "truffe" più frequenti a cui vanno incontro i viaggiatori internazionali che si recano nella nazione himalayana

Il turismo in Nepal è un settore economicamente cruciale, ma non solo per gli onesti operatori e lavoratori del comparto: a guadagnare dai viaggiatori internazionali, infatti, sono anche piccoli e grandi "truffatori" e personaggi oltre il limite della legalità.
Secondo encountersnepal.com sono 10, in particolare, i rischi a cui vanno incontro, e da cui devono guardarsi, i turisti che scelgono come meta il meraviglioso Paese himalayano, uno dei più poveri a livello globale.

Ecco dunque le 10 truffe più frequenti nel turismo di Katmandu e del Nepal.

 

1) Le guide turistiche abusive. Invece di portare i turisti a visitare palazzi, templi, piazze e luoghi di interesse, le guide non abilitate in cui incappano spesso i viaggiatori li portano in interminabili tour tra i negozi con cui hanno legami e connessioni, e così si finisce a dover acquistare sciarpe e pashmine e bigiotteria varia.
2) Imbrogli ai turisti e mercanti senza scrupoli. Alcuni negozianti tendono ad approfittare della buona fede dei turisti occidentali. Encounters Nepal consiglia perciò alle donne di non tollerare alcuna molestia sessuale e a chi paga con la carta di credito di controllare bene la cifra pagata.
3) Guide per il trekking non affiliate. Chi va in Nepal vuole ovviamente fare escursioni sulle montagne dell'Himalaya. Ma spesso ci si può imbattere in agenzie che offrono questo servizio senza averne l'autorizzazione, e anche senza rispettare le norme di sicurezza stabilite dalla legge nepalese.
4) Ong che operano come guide per il trekking. In Nepal operano molte organizzazioni non governative con scopi umanitari, che offrono anche servizi di accompagnamento per il trekking. Ma questa non è la loro attività, e offrono la propria disponibilità con scopi puramente economici.
5) Mamme che chiedono latte in polvere. Una pratica diffusa per elemosinare qualche soldo ai turisti consiste nelle "begging mums" che, mostrando i loro piccoli figli, chiedono ai turisti di comprare per loro del latte in polvere. Si può anche "stare al gioco", per compassione, ma è bene sapere che spesso una volta che il turista si allontana la begging mum torna in farmacia a restituire il latte e a spartire il guadagno col farmacista. Per evitarlo, si consiglia di rompere il sigillo della confezione una volta acquistata.
6) Truffe nei salvataggi. Sul "tetto del mondo" capita sovente che si debba richiedere l'intervento di squadre di salvataggio, ma anche in questo caso non mancano le frodi. Le più frequenti consistono nel sovraccaricare i prezzi del servizio sui turisti e nell'attività di agenzie non abilitate che noleggiano elicotteri e piloti.
7) Matrimoni "arrangiati". Non mancano i matrimoni di convenienza, con nepalesi che convincono del proprio amore e delle proprie intenzioni serie turisti stranieri, con lo scopo di ottenere diritti di cittadinanza all'estero e qualche guadagno illegale nelle pratiche necessarie. Encounters Nepal consiglia agli aspiranti sposini di dire ai pretendenti nepalesi che dopo le nozze vorrebbero restare in Nepal: molti truffatori tendono a desistere in questo caso.
8) Falsi malati. Non mancano le guide, gli accompagnatori e gli autisti che puntano sulla compassione dei viaggiatori raccontando di parenti gravemente malati che necessitano di cure troppo costose. Un classico espediente per scucire qualche soldo agli occidentali.
9) Tassisti e guidatori di risciò. Un altro grande classico della truffa a cui si va incontro (non solo) in Nepal sono i tassisti e i guidatori di risciò che chiedono tariffe esagerate o che allungano eccessivamente la strada allo scopo di guadagnare qualcosa in più. Meglio farsi un'idea del tragitto e della tariffa prima di salire in vettura.
10) Hashish e marijuana. Anche se le piante di marijuana crescono spontanee un po' ovunque, e anche se non mancano i personaggi che avvicinano i turisti (specialmente quelli più giovani) per vendere loro dell'hashish, in Nepal la detenzione di sostanze stupefacenti è illegale. E può costare fino a cinque anni nelle prigioni nepalesi, che non sono certamente belle come le altre attrazioni naturali che caratterizzano il Nepal.

 

LEGGI ANCHE: La Thailandia e l'India si leccano le ferite, il Nepal investe nel turismo

 

Fonte foto: everestuncensored