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“Il futuro è dove intendo passare la maggior parte del mio tempo”

Sabato 23 novembre, Torino, OGR: è il momento dei Visionary Days 2019. Più di mille giovani under 35 sono invitati a confrontarsi in una giornata di brainstorming collettivo per rispondere alla domanda “Quali Forme per il Prossimo Pianeta?” attraverso talk su quattro tematiche differenti: Risorse, Abitanti, Economie, Nuova Terra.

Immaginate uno spazio fermo nel tempo, dove giorno e notte si confondono e non si percepiscono. Immaginate un luogo con fasci di luce iridescenti, musica elettronica, immaginate 1000 persone, 100 tavoli, 10 ore, 1 missione.

 

Ad aprire la conferenza c’è Gabriella Greison, fisica e narratrice, che ci parla di acqua, come quella che sta scrosciando ormai da giorni senza tregua sui nostri tetti. Intrattiene il pubblico con un racconto ammaliante, “È come se l’acqua fosse un collegamento tra presente passato e futuro”. Così introduce il primo talk sulle 1. Risorse.

 

Ogni anno l’economia mondiale consuma quasi 93 miliardi di tonnellate di materie prime. Di queste, solo il 9% sono riutilizzate. Il consumo di risorse è triplicato dal 1970 e potrebbe raddoppiare entro il 2050.

I partecipanti, distribuiti in più di 100 tavoli guidati ognuno da un moderatore, iniziano così a confrontarsi sui temi proposti.

Seduta a fianco a me al tavolo c’è una ragazza emiliana. “Dopo il terremoto” racconta “non ho perso la mia casa, questa aveva solo assunto una forma diversa”. Quindi cosa significa abitare? Risiedere in un luogo, un luogo chiamato TERRA.

Pausa e occhi di nuovo sul palco.

È il turno di Duccio Canestrini, antropologo e divulgatore scientifico che indaga su nuove tecnologie e rituali della contemporaneità.

"Il progresso tecnologico non dovrà servire ad abbandonare il pianeta, ma a risolvere i problemi". Così si chiude il suo Talk sugli 2. Abitanti.

La popolazione mondiale è cresciuta da 1 miliardo nel 1800 a 7 miliardi nel 2012. Le stime prevedono una popolazione totale di 9,6 miliardi entro la metà degli anni 2050. Molte delle popolazioni con la crescita più rapida vivono nei Paesi più poveri.

Mentre tra i vari tavoli si discute e si parla, una piattaforma di nome Lee connette virtualmente i presenti, elaborando in simultanea gli input ricevuti e restituendo una visualizzazione immediata: la sensazione è di essere circondati da idee pulsanti, non da semplici parole.

Lee è un software sviluppato dal team Tech dell’associazione Visionary, una piattaforma capace di ricevere centinaia di testi in contemporanea, leggerli, identificare la tematica e il sentiment. A partire da queste due caratteristiche, individua le connessioni esistenti tra i diversi testi e li raggruppa per insiemi omogenei. Come secondo passaggio, produce un testo di sintesi per ogni insieme, rappresentativo dei diversi contenuti. Tutti i testi vengono quindi proiettati nel corso dell’evento sugli schermi delle sale, in modo da restituire in tempo reale ai partecipanti, ancora impegnati nella sessione, quanto elaborato negli altri tavoli, per offrire nuovi spunti e suggestioni.

Successivamente il prodotto finale di tutte le sintesi elaborate dall’intelligenza artificiale diviene parte di un vero e proprio libro, il Manifesto Dinamico, che viene stampato in forma cartacea e poi distribuito ad ognuno dei partecipanti al termine dell’evento. L’intelligenza artificiale, in definitiva, permette a Visionary Days di connettere virtualmente centinaia di persone in un’unica tavola rotonda e di interpretare le loro reazioni per produrre un unico documento di report di quanto discusso.

3. Economie.

“La natura è circolare. Perché l’economia dovrebbe essere lineare?” prende il microfono Massimiliano Tellini, responsabile Circular Economy per l’Innovation Center di Intesa Sanpaolo.

Ci interroga su come ridurre gli sprechi ed efficientare i consumi.

Oggi un’auto rimane parcheggiata in media per il 92% della sua esistenza, il 31% del cibo viene sprecato lungo la catena del valore, la durata dei manufatti delle nostre industrie non supera i 9 anni, solo il 40% dei rifiuti solidi urbani viene riciclato.

“Quanti a casa propria hanno un trapano? E quando è stata l’ultima volta che lo avete utilizzato?”

Si ride sul trapano-di-condominio, ma non ci sembra poi così sbagliato.

Lunch break.
Un evento giovane, organizzato da giovani, che non lasciano nulla al caso. Noto con piacere (e con un po’ di sorpresa) che lo staff è riuscito a risolvere quei piccoli intoppi che si erano presentati nell’edizione precedente. Nessuna ressa durante il pranzo (gratuito): a ogni partecipante è destinato un lunch-box ritirabile tramite qr-code.

Si riparte. È il turno di Amedeo Balbi, sessione 4. Nuova Terra.

È tempo di esplorare altri sistemi solari. “Estenderci” sarà l’unica cosa che potrà salvarci da noi stessi. E se dovessimo lasciare la Terra? Insieme ad Amedeo Balbi, astrofisico, divulgatore scientifico e saggista lo sguardo si sposta verso nuovi mondi che l’umanità mira a raggiungere nel prossimo futuro con il volo spaziale.

“L’unica casa che abbiamo: la Terra, sola e fragile. Non abbiamo un piano B. Dobbiamo trovare delle soluzioni ai problemi che abbiamo creato noi”

Due ulteriori sessioni sono dedicate alle smart cities - grazie all’intervento di Paul Kapteijn, senior manager di Reply - e alle tematiche della e-mobility - con Daniele Lucà, responsabile di e-Mobility Business Development FCA region Emea, e Giorgio Neri, responsabile di Fiat 500 family in FCA region EMEA - prima di lasciare spazio alle contaminazioni: racconti utili a immaginare la vita delle nostre comunità nel 2050.

Al termine della giornata sale sul palco dei Visionary Days il ministro delle Politiche Giovanili Vincenzo Spadafora insieme alla giornalista Cecilia Sala, per raccogliere pensieri e riflessioni maturati nel corso dell’evento nei tavoli di lavoro e organizzati dall’IA Lee.

Il ministro alle Politiche Giovanili Vincenzo Spadafora dichiara: "La discussione che, sempre più forte, sta impegnando i giovani di tutto il mondo sul futuro della Terra è anche nel nostro Paese al centro di un dibattito serrato e pieno di idee. L’Italia, grazie ad una mobilitazione di giovani senza precedenti, sta contribuendo attivamente allo studio e ad una proposta concreta di nuova allocazione e gestione delle risorse a fronte di una emergenza che, con il passare degli anni, si è fatta sempre più drammatica: Visionary Day 2019 è esattamente l’emblema di questo fermento di idee che, dall’Italia, vuole coinvolgere l’Europa e la parte del mondo più produttiva per ragionare e rimediare ai drammatici errori del passato. Il coinvolgimento dell’intelligenza artificiale, unita all’ingegno di migliaia di giovani provenienti da tutte le parti del nostro Paese, rappresenta l’esempio di come le nuove generazioni, lungi dal rifuggire i problemi – come spesso, a torto, si legge e si dice da qualche parte – si impegnino, invece, attivamente per invertire la rotta e sensibilizzare politica e opinione pubblica sulle alternative che abbiamo a disposizione per sposare, una volta per tutte, la via dello sviluppo sostenibile e di una tutela dell’ambiente realmente efficace".

In conclusione interviene anche la sindaca di Torino Chiara Appendino, che in questi anni si è fatta sempre portavoce di una forte volontà di rinnovamento e di sguardi fiduciosi verso il futuro:

“Il cambiamento può fare paura. Ma la risposta a questa paura è governare il cambiamento. E i giovani non hanno paura del cambiamento”.

Una giornata piena di stimoli e nuove idee. Una di quelle giornate che ti fa tornare a casa più ricco. Più ricco di quella ricchezza che non si può comprare. “Essere visionari non significa immaginare un futuro fantascientifico, significa ridisegnare il sistema con i piedi sulla terra. Significa ridisegnare il presente”.