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Come due grandi occhi, aprendosi e richiudendosi, martedì sera le linee di Piazza San Carlo che ispirarono Giorgio De Chirico si sono illuminate e spente, alternando il conforto della luce e l’inquietudine del buio, come in un miracolo.

A Torino, l’autunno caldo si riaccende sempre con la settimana santa dell’arte, insieme alle sue Luci d’Artista, che illuminandola, dal 1997 trasformano la città in una grande opera sotto il cielo di fine anno. Miracola è la nuova opera di Luce, che l’artista Roberto Cuoghi, dopo l’Imitazione di Cristo e le tante polemiche per aver decomposto il corpo sacro al Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2017, ha dedicato a Leonardo per il suo 500° compleanno, componendo anche Miracola San Carlo, una poesia in italiano rinascimentale. Ogni ora, le luci pubbliche e private di Piazza San Carlo si affievoliscono fino a oscurarla completamente per qualche secondo. In questa transizione tra il chiaro e l’oscuro stanno le infinite domande che gli esseri umani continuano a vivere in un’epoca bipolare di conoscenza e distanza, connessione e diffidenza, opportunità e oppressione. A provare a rispondere resta uno dei grandi palliativi dei popoli, l’arte, che nella canonica Torino art week di inizio novembre trova il più forte momento di pulsione dei suoi abitanti e di attrazione di appassionati dal mondo e dal resto d’Italia.

 

Claudia Comte al Castello di Rivoli

 

Fino al 3 novembre Artissima, la grande internazionale dedicata all’arte del presente, con i musei, le fondazioni e il sistema dell’arte di Torino e Piemonte, gli spazi per la sperimentazione e le gallerie - insieme alle 6 fiere satellite The Others (nella nuova casa dell’ex ospedale militare A. Riberi), Flash Back (l’unica fiera d’arte antica del gruppo, ma con piglio contemporaneo al fu Pala-Isozaki, ora Pala Alpitour), FLAT (la Fiera del Libro d’Arte alla Nuvola della Lavazza), Paratissima (la fiera dei talenti emergenti, per la prima volta nel complesso reale dell’Accademia Artiglieria), DAMA (mostra curata da spazi d’arte emergenti dal mondo in due palazzi storici, Coardi di Carpaneto e Birago di Borgaro), NESXT (il festival della produzione artistica indipendente con epicentro ai Docks Dora) - porta in città il grande miracolo dell’arte, il suo intrattenimento e il suo business.

 

Monica Bonvicini a OGR

 

Artissima, alla sua ventiseiesima edizione, la terza diretta da Ilaria Bonacossa, raduna all’Oval del Lingotto 208 gallerie da 43 Paesi del mondo, allestite in sette sezioni: il 62% degli espositori è internazionale. Come Cuoghi in Miracola, anche Artissima in questa edizione 2019 riflette su una dicotomia, quella tra desiderio e censura, che esplode in Abstract Sex, uno dei progetti in città della fiera, una mostra presso l’antica boutique di moda Jana, che, attraverso le opere di alcune gallerie della fiera, in un’epoca storica in cui la definizione di essere umano è sempre più negoziabile, suggerisce temi come la dis-identificazione, la post- pornografia, l’opacità, l’ibridazione, come possibili ambiti di produzione di autonomia.

 

Artissima Telephone

 

Sulla definizione di intimità, spazio pubblico, privato o condiviso e sulla iper connessione, ragiona Artissima Telephone, uno degli altri grandi progetti della fiera, allestito alle OGR - Officine Grandi Riparazioni. Sempre oltre il perimetro del Lingotto, Artissima rende inoltre omaggio ai cinquant’anni di un grande film che portò le piazze, le chiese, le strade di Torino nei cinema di tutto mondo, The Italian Job. Insieme al Gruppo Building, che negli ultimi anni ha dato nuova vita ad alcuni palazzi storici della città, la fiera ha chiamato l’artista inglese Richard Wilson per posizionare un bus sulla terrazza di Domus Lascaris, un palazzo in corso di riconversione che con l’opera, intitolata Hang on a Minute Lads, I’ve got a great idea, diventa come il dirupo di montagna della scena finale del film con Michael Caine.

 

Aletheia di Berlinde de Bruyckere

 

Tanti miracoli e tante visioni avvengono a Torino e nei suoi grandi spazi del contemporaneo: la forza e l’inquietudine che esprimono le sculture di Berlinde De Bruyckere alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; Monica Bonvicini che con As Walls Keep Shifting un’architettura studiata appositamente per uno degli antichi binari delle OGR continua la sua indagine su potere e questioni di genere, controllo e sorveglianza; alla Fondazione Merz per la prima volta un grande nucleo di opere di Emilio Prini ripercorre il lavoro di uno dei fondamentali padri dell’arte povera e la sua amicizia con Mario Merz; al Castello di Rivoli, primo museo d’arte contemporanea a nascere in Italia, la cui direttrice Carolyn Christov Bakargiev ha curato il miracolo di Roberto Cuoghi, le mostre in corso sono di Michael Rakowitz, Claudia Comte, un dialogo condotto da James Richards e diversi artisti con le opere della collezione di Villa Cerutti e di Pedro Neves Marques; e ancora, provenienti da epoche meno recenti, le onde di Hokusai alla Pinacoteca Agnelli, le donne di Man Ray al centro italiano per la fotografia Camera, come le automobili e i paesaggi di Giorgio Bellia al MAUTO, Museo nazionale dell’Automobile.

 

Recontemporary basement

 

Tra i tanti spazi che promuovono e producono l’arte del XXI secolo a Torino, sotto la Mole Antonelliana è da poco nato Recontemporary, il primo salotto culturale totalmente dedicato alla video arte in Italia. Nella Notte delle Arti Contemporanee, il tradizionale sabato sera dell’art week durante la quale le fiere, le gallerie, i festival illuminano la città di contemporaneità, Recontemporary inaugura una mostra in quattro video di Camille Llobet, artista francese, che ragiona sulla distanza che separa il linguaggio e la sua rappresentazione, le espressioni non verbali della comunicazione e i modi sostitutivi di manifestare le emozioni.

 

La Luce al Buio, ClubtoClub

 

Nel buio dell’art week di Torino, come nell’illuminarsi e spegnersi dell’opera di Roberto Cuoghi, ClubtoClub, il festival di musica d’avanguardia, porta la luce della musica di oggi. Tra Lingotto, OGR, la Reggia di Venaria e la tettoia dei contadini di Porta Palazzo, i protagonisti degli esperimenti del nuovo pop tra i quali James Blake, Holly Herdon, Floating Points, Flume, The Comet is Coming, Visible Cloaks, Romy (la voce di The XX), cantano, come i Chromatics nella loro hit Shadow, colonna sonora dei nuovi episodi di Twin Peaks, la seconda puntata del tema La Luce al Buio. L’ombra della luce, che canta Franco Battiato, è a Torino, come nel miracolo di Piazza San Carlo.

 

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