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L'Italia punti su un turismo sostenibile, diffuso, di qualità. Secondo il ministro Franceschini siamo in "colpevole ritardo, ora lavoriamo per recuperare"


L'Italia vuole e lavora per un turismo sostenibile e diffuso, che punti sulla qualità e la bellezza di tutto il territorio: a dirlo il ministro di Turismo e Cultura Dario Franceschini, che oggi ha partecipato alla presentazione del progetto Rai "Italia: viaggio nella bellezza".

"Un turismo sostenibile, di qualità e di cultura: questo sarà il nostro lavoro per il 2015" ha detto Franceschini, oggi che ha poi spiegato: "Un turismo sostenibile non vuol dire un turismo dei piccoli numeri, ma un turismo diffuso".
"L'Italia è un museo diffuso, è la forza del nostro Paese" ha proseguito il ministro "Bisogna quindi lavorare davvero per diffondere il turismo nel territorio, per poter gestire un'idea di turismo sostenibile, di qualità, colto, e non mordi e fuggi che consuma". Sul turismo che consuma, e sulla sostenibilità e la diffusione dei flussi di visitatori, Franceschini ha detto che l'Italia vive "un paradosso: abbiamo parte del centro storico di città come Venezia, Firenze e Roma che non riescono a reggere più l'impatto di un turismo soffocante, mordi e fuggi, che si concentra in un pezzo di territorio e di centro storico. Abbiamo un problema di diffusione del turismo. E se i numeri cresceranno, in particolare durante i mesi dell'Expo, che sarà l'esplosione delle potenzialità italiane, dobbiamo davvero, con una strategia, portare questi turisti in tutto il resto del Paese" facendo poi un esempio laziale: "Non abbiamo bisogno di portare i turisti alla fontana di Trevi ma di portarli a vedere il museo di Palestrina" (nella foto).
L'Italia, però, è in "colpevole ritardo. Tutte le volte che parlo con i leader mondiali e riesco a vedere il nostro Paese con i loro occhi stupiti, ammirati e ubriachi di bellezza, mi chiedo: perché abbiamo perso tutto questo tempo? Perché non è stato fatto un investimento forte? Forse pensavamo di vivere di rendita, ma è una colpa terribile. Ora stiamo lavorando per recuperare" ha ammesso il titolare del MiBACT.
Recuperare anche sul fronte interno: "Dobbiamo fare in modo che anche gli italiani si riapproprino del Paese, riavvicinandosi al patrimonio. La seconda parte della sfida è un'Italia forte per il suo patrimonio ma anche per i suoi talenti e la sua creatività. Bisogna lavorare su questo e allora avremo messo in campo davvero tutte le risorse per un'Italia competitiva" ha concluso Franceschini.

 

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