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Consapevolezza ambientale, evoluzione tecnologica, opportunità economiche e di ricerca: sono molti i vantaggi derivanti dallo sviluppo dei viaggi nello spazio a opera di aziende private


Il turismo spaziale è ormai realtà, o quasi. Entro la fine di quest'anno potrebbero partire i primi turisti delle stelle, a prezzi non proprio "terra terra", ovvero circa 250.000 dollari a biglietto stando a quanto anticipato dalla Virgin Galactic che sta realizzando il progetto.
Insomma, almeno per il momento non saranno viaggi low cost alla portata di tutti, eppure l'attenzione per questa nuova frontiera del turismo è in continua crescita ormai da mesi. Già un anno fa, nel maggio 2013, l'ex astronauta della Nasa John Grunsfeld, che è stato nello spazio cinque volte tra il 1995 e il 2009, suggerì l'idea di un ruolo "terapeutico" ed ecologista del turismo spaziale. Convinto com'è che la visione del nostro fragile pianeta appeso nel vuoto possa cambiare radicalmente la percezione che gli esseri umani hanno del proprio pianeta, Grunsfeld dichiarò: "Se più persone in tutto il mondo potessero assistere a questo spettacolo indimenticabile, l'umanità potrebbe gestire il pianeta con un po' più di cura".
Ma i motivi per cui il turismo spaziale sta suscitando un così diffuso interesse non si limitano a questa sorta di "uso terapeutico-ambientalista". Come scrive Francesca Di Giorgio su NextMe, infatti, sono almeno 6 i motivi per dedicarsi a questa nuova inesplorata risorsa dell'industria turistica.
Innanzitutto, scrive Di Giorgio, "Libera le ambizioni spaziali dai fardelli tradizionali", ovvero dai freni e dai compromessi imposti dalla gestione politica e quindi pubblica dell'esplorazione dello spazio, che deve rispondere ai contribuenti, finanziatori con le proprie tasse dei viaggi spaziali come quelli della Nasa.
Un altro freno che le aziende private, a differenza degli enti pubblici, non hanno nello sviluppo di questa opportunità è nella possibilità di fallire senza, appunto, andare incontro alle rivendicazioni dell'opinione pubblica.
Il terzo motivo per cui è importante il turismo spaziale è, secondo Di Giorgio, che "alleverà una nuova generazione di ingegneri", ancora una volta per così dire "a carico" delle aziende private che sperimenteranno il mercato dei viaggi oltre l'atmosfera terrestre. Conseguentemente al lavoro che le aziende faranno per rendere possibile questi viaggi, "i costi per raggiungere lo spazio si ridurranno" rispetto per esempio ai 12 milioni di dollari attualmente necessari per lanciare un satellite.
Con lo sviluppo della conoscenza rispetto a queste tecnologie, inoltre, "i viaggi supersonici potranno diventare una possibilità" anche sulla Terra, consentendo evoluzioni al momento inimmaginabili nei trasporti aerei e nell'impatto ambientale dei trasporti.
Infine, anche Di Giorgio sostiene la teoria di Grunsfeld, affermando che il turismo spaziale "offrirà una nuova visione del nostro Pianeta": una visione in grado di cambiare il punto vista del genere umano, proprio come, d'altronde, si propone di fare il turismo spaziale.

 

Viaggiare nello spazio: un sogno che sta diventando realtà, sebbene per un'elite decisamente molto ristretta di facoltosi avventurieri. Entro la fine dell'anno, la compagnia Virgin Galactic mira a inviare il primo passeggero nello spazio, con un volo a pagamento.

 

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Fonte foto: thinking.org.au