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fico eataly world

La "Disneyland del cibo" di Eataly attira l'attenzione del Wall Street Journal, segno forse che l'idea di Farinetti potrebbe davvero funzionare secondo la finanza mondiale
Si chiamerà FICO Eataly World, la sigla sta per Fabbrica Italiana Contadina, il parco a tema agroalimentare che potrebbe prendere vita a Bologna già dal 2015, grazie a un investimento di 40 milioni di euro di un fondo d'investimenti pubblico-privato. Il Centro Agro Alimentare del Comune di Bologna ha fornito i terreni per il progetto, 80.000 mq dove sorgono magazzini abbandonati e dove nascerannp ristoranti, laboratori e rivenditori di prodotti della filiera agroalimentare di casa nostra. Il progetto della Disneyland del cibo si inserisce, spiega il quotidiano finanziario statunitense, si inserisce in un filone di crescente importanza in Italia, una tendenza che punta a sfruttare nel turismo gli assets italiani più vincenti, a partire proprio dall'eccellenza gastronomica, per sostenere la ripresa economica mentre nell'ultimo trimestre del 2013 il Pil ha fatto segnare il primo segno più (0,1%) dopo diverso tempo. E i 6 milioni di visitatori all'anno stimati per FICO contribuirebbero a creare 5000 posti di lavoro.
A Venezia intanto, racconta ancora il Wall Street Journal, la società Antonio Zamperla SpA, la stessa che ha fatto rinascere il primo luna park al mondo (quello di Coney Island), vorrebbe costruire un parco dei divertimenti incentrato sulla storia della Serenissima, in un'isola al largo della Laguna. Ma mentre il progetto FICO incontra favori crescenti nell'opinione pubblica italiana e internazionale, il parco veneziano si scontra con l'opposizione dei veneziani e degli operatori del turismo locale: un'opposizione che nasce dalla consapevolezza che il turismo nella fragile Venezia non ha certo bisogno di aumentare la quantità di turisti.

 

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(Fonte foto)