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Un anno esatto all'inaugurazione di Expo 2015. Un anno prima di vedere come previsioni, time e speranze si trasformeranno in realtà concreta. Anche se "Expo c'è, è una cosa vera e sta già funzionando", come ha spiegato il commissario unico Giuseppe Sala nel corso di un'intervista al Corriere della Sera in cui ha snocciolato numeri e dati sul grande evento atteso tra 365 giorni a Milano.


Dieci miliardi di valore aggiunto (e il 50% per il turismo) nel periodo 2012-2020; 191 mila lavoratori coinvolti; gare per forniture di beni, servizi e lavori per oltre 800 milioni di euro; 1100 aziende coinvolte. Questi i numeri sul biglietto da visita della manifestazione che si svolgerà tra un anno esatto a Milano.

 

 

Senza alcun costo, o quasi, per l'Italia, come spiega Sala: "In realtà, Expo non costa. Gli enti pubblici, a partire dal governo, investono 1 miliardo e 300 milioni: ma l'indotto che si riceve in cambio di quanto è? E poi i Paesi partecipanti portano un miliardo per i loro padiglioni e danno lavoro. Altri 350 milioni arrivano dalle aziende nostre partner. Senza contare le opportunità di relazioni economiche, a partire da quelle del turismo".
Atro tema spinoso riguarda la procedura un po' a rilento nella definizione di una proposta turistica complessiva. Su questo punto, Sala chiarisce e invita i territori a fare la loro parte: "Abbiamo programmato 20 milioni di visitatori e siamo convinti di mantenere l'impegno: abbiamo già contattato oltre mille tour operator, faremo promozione in 35 fiere mondiali del settore, sono previste altre otto presentazioni internazionali. Poi tocca al territorio organizzarsi: io ti porto i turisti, tu devi fare proposte che li trattengano più giorni e devi approfittare di questa occasione".
Sala parla poi di come ci vedono dall'estero in attesa dell'apertura di Expo, tra luci e ombre: "La mia sensazione è che il nostro Paese sia guardato da un lato con qualche diffidenza, ma dall'altro con grandi aspettative. Expo è una grande occasione istituzionale: in sei mesi ospiteremo più di cento capi di Stato e più di 500 ministri e non è mai successo prima nella nostra storia".
Il commissario unico fa infine una previsione sul dopo Expo, professando ottimismo: "Credo che riusciremo a lasciare un'eredità culturale con il protocollo alimentare che impegnerà tutti i Paesi nella lotta allo spreco di cibo e nella definizione di stili di vita più sani per tutti. Poi mi auguro che una parte del terreno dedicato al sito espositivo dia ospitalità ad una iniziativa legata al tema dell'alimentazione" (senza escludere l'ipotesi di un nuovo stadio).
"Il progetto è ottimo, siamo sicuri che la gente verrà e sarà contenta dell'esperienza che proporremo. Certo, ogni mattina mi sveglio con questo pensiero fisso: e so che non abbiamo neppure un'ora da perdere". A un anno di distanza, le idee di Sala sembrano piuttosto chiare.

 

 

L'Expo di tutta l'Italia e di tutti gli italiani. Un cantiere collettivo che sta coinvolgendo i Comuni e le Regioni, che ha affascinato i Paesi di tutto il mondo, che sta portando e porterà lavoro: una decina di miliardi di valore aggiunto, di cui circa il cinquanta per cento nel settore turistico nel periodo 2012-2020, 191 mila lavoratori coinvolti. Nel giorno del count down e della grande festa in piazza Gae Aulenti, a un anno esatto dall'apertura dei cancelli, il commissario unico Giuseppe Sala controlla le tabelle più aggiornate: «Questi numeri sono la prova che Expo c'è, è una cosa vera e sta già funzionando. Ad oggi sono state assegnate gare per forniture di beni, servizi e lavori per oltre 800 milioni di euro, che hanno coinvolto circa 1.100 aziende. Non dico che sia la soluzione della crisi del Paese, ma sicuramente una grossa mano Expo la sta dando».

 

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