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Agricoltura e turismo vanno sempre più insieme nella direzione di un sostegno al territorio regionale. Posti tappa e ospitalità rurale familiare: nuove definizioni per nuove attività

La Regione Piemonte ha apportato alcune modifiche al regolamento vigente sulle attività agrituristiche e dell’ospitalità rurale, in particolare relative alle strutture che vogliano acquisire la definizione di “posto tappa” e di “ospitalità rurale familiare”.

L’aggiornamento si lega agli investimenti regionali fatti in questo ambito, dai cammini come la Via Francigena alla ciclabilità e apre nuove possibilità per lo sviluppo dell’offerta turistica e per la ricettività e l’imprenditoria di settore, anche in considerazione dell’introduzione, con la legge regionale n.16/2916, della denominazione di “posto tappa”. La nuova regolamentazione valorizza ulteriormente le numerose eccellenze dell’agroalimentare piemontese e le già importanti occasioni escursionistiche che il territorio propone.

Il provvedimento definisce le caratteristiche e i requisiti necessari per la classificazione delle strutture, nonché due loghi per la loro identificazione. Per il posto tappa, in particolare, tra i requisiti fondamentali è prevista la collocazione degli agriturismi e delle aziende agricole, che siano singoli o parte di una rete, in località che si trovano all’interno della rete del patrimonio escursionistico regionale, che conta circa 19 mila km di sentieri e oltre 50 itinerari in fase di registrazione. Ai titolari di posti tappa sono richieste l’offerta di un servizio di ristoro per gli escursionisti e, in caso di itinerari cicloturistici, la possibilità di ospitare ed eventualmente riparare le biciclette. In questo modo il posto tappa si configura come una struttura inserita in un sistema più ampio di offerta turistica, dove gli imprenditori diventano promotori dell’intero itinerario e dell’area in cui si trovano.

L’ospitalità rurale familiare intende invece individuare strutture ricettive per cui è stata prevista una classificazione in tre categorie, identificate con altrettante spighe come logo di riconoscimento, che vanno da aziende che offrono le attrezzature minime per l’ospitalità notturna a quelle di maggior confort o inserite in contesti paesaggistici di particolare rilievo, o che propongono attività ulteriori come la vendita e la degustazione di prodotti tipici o biologici.

La delibera che rende effettivo il provvedimento contiene inoltre un aggiornamento sulle attività e i trattamenti bio-naturali che possono essere offerti nelle strutture agrituristiche. In particolare è prevista per gli imprenditori agricoli la possibilità di avvalersi delle prestazioni di liberi professionisti del settore, ad esclusione delle attività mediche e di estetista.