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Da gennaio ad agosto flussi internazionali aumentati del 5% in Sud America, contro il +10% degli anni scorsi. Nonostante la Coppa del Mondo, pesa l'instabilità economica della regione


Allarme nel mondo del turismo dell'America Latina: nonostante la "spinta" del mondiale di calcio disputatosi in Brasile, i flussi internazionali verso il Sud America non sono cresciuti come ci si aspettava né con gli stessi ritmi degli anni scorsi.
Secondo un rapporto dell'agenzia IPK International, che ha effettuato un sondaggio con oltre 500.000 interviste individuali che sarà presentato diffusamente alla prossima ITB di Berlino, nei primi 8 mesi del 2014 il turismo internazionale verso l'America Latina è cresciuto del 5%. Un sensibile rallentamento rispetto ai tassi di crescita del periodo 2009-2013, nel corso del quale gli aumenti registrati hanno toccato anche il 10%, e un calo allarmante se si considera che la Coppa del Mondo di calcio giocatasi in Brasile tra giugno e luglio avrebbe dovuto dare una spinta decisiva ai flussi turistici verso il continente sudamericano.
E in effetti il Brasile, secondo lo stesso rapporto, ha goduto da gennaio ad agosto 2014 di un tasso di crescita pari al 7%, a fronte del +2,5% registrato nello stesso periodo del 2013. Durante il mondiale, circa un milione di stranieri si è recato in terra brasiliana, con una spesa media di 1605 euro. Insomma, il turismo è andato comunque meglio della Seleçao sconfitta al Mineirazo.
Secondo l'analisi, la ragione del freno alla crescita dei flussi turistici internazionali verso l'America Latina è da ricercare nell'insicurezza economica della macroregione, in particolare in Argentina e Brasile. E per il 2015 le previsioni indicano una crescita ancora più contenuta nei flussi turistici internazionali, pari appena al 3%.


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