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Lo scorso 4 marzo il rogo di Città della Scienza ha riaperto tragicamente una questione, per qualche anno attenuata ma mai del tutto sopita, di marketing territoriale tutta napoletana: l’urgenza e la necessità di rinnovare la strategia di riqualificazione di Bagnoli, fino a ieri basata principalmente sul museo scientifico appena distrutto.

Dopo la dismissione dell’Italsider nel 1991, vi sono stati diversi tentativi, da parte delle diverse amministrazioni comunali e regionali succedutesi negli anni, di perseguire tale obiettivo: il primo fu, appunto, Città della Scienza, fondata grazie all’impegno del professor Vittorio Silvestrini. Il Museo scientifico appena arso dolosamente era una struttura, apprezzata a livello nazionale e internazionale, che, nonostante le difficoltà di contesto in cui operava, riusciva (e ancora riuscirà) a catturare l’attenzione di stakeholder esterni verso questa località dell’area flegrea. Nel 2002 fu la volta di Bagnoli Futura, Società di trasformazione urbana omonima creata per la gestione del progetto di riconversione dell'area. Nel 2003, si cercò (senza successo) di porre l’area bagnolese sotto i riflettori dei media di tutto il mondo grazie alle finali della Coppa America (regate che poi furono disputate 4 anni dopo a Valencia).

Dopo quanto accaduto pochi giorni fa, tocca ai policy-maker avviare un’accurata campagna di marketing territoriale che favorisca in tempi rapidi la ricostruzione di Città della Scienza e, più in generale, la prosecuzione del processo di valorizzazione dell’area di cui il Museo era attore principale. Il Comune, dal canto suo, ha già confermato che questo risorgerà nuovamente a Bagnoli.

Da un lato, il Fato ha voluto che ottimi suggerimenti per raggiungere questo obiettivo fossero già in calendario nell’area bagnolese prima del disastro. Dal prossimo aprile si terranno qui le gare delle World Series dell'America’s Cup. Alcuni eventi del Forum delle Culture 2013 erano invece già in programma, ironia della sorte, proprio a Città della Scienza, e adesso pertanto saranno da ricollocare in qualche altro sito urbano. Dall’altro lato, si sono attivate subito dopo più manifestazioni trasversali di solidarietà in tutta Italia ed Europa. Per esempio, la più eclatante emersa in queste ultime ore è l’intenzione di più ex campioni del Calcio Napoli (Fabio Cannavaro e Maradona) di organizzare al San Paolo nei prossimi mesi degli eventi calcistici di livello internazionale il cui ricavato sarà devoluto per la ricostruzione del complesso scientifico e tecnologico.

La mediazione tra ciò che era stato ben fatto in passato a Bagnoli e la voglia di fare per riprendersi un futuro internazionale può essere la mossa vincente e dare il via alla nuova strategia di marketing territoriale dell’area di Città della Scienza. La tradizionale poliedricità di questa struttura deve fungere da ispirazione per le future attività di valorizzazione delle potenzialità e risorse già presenti nell’area che saranno messe in piedi dai diversi enti coinvolti. Nel cercare di ampliare lo spettro degli interessi economici, industriali, culturali e sociali verso l’area bagnolese, tuttavia, si dovrebbe sfruttare quella che è da sempre la sua principale risorsa strategica, ovvero la tecnologia. Già l’altro ieri con l’Italsider e ieri con Città della Scienza, la tecnologia è stata da sempre il filo conduttore di questa estremità settentrionale di Napoli. La tradizione può essere il miglior elemento per progettare il domani di Bagnoli. Per esempio, la nuova Città della Scienza potrà organizzare eventi collegati che evidenzieranno la prospettiva tecnologica delle altre attività collaterali e trasversali che saranno messe in piedi a Bagnoli. Per esempio, mostre sulla storia della tecnologia e l’innovazione per le imbarcazioni a vela, quando un domani un nuovo ciclo di regate di rilevanza internazionale sarà ospitato qui da noi.

In questa missione (perché di una vera e propria missione si tratta), un’ulteriore e inesauribile risorsa sarà l’energia, la voglia di fare e il desiderio di revanche del popolo napoletano, e in particolare di tutti coloro che (come il sottoscritto) a vario titolo hanno avuto la fortuna di collaborare con la struttura appena arsa viva e con le sue professionalità. Ripartire dalle persone per riparare il territorio.

 

Francesco Schiavone - Professore aggregato in accordi e reti di imprese

Università Parthenope di Napoli

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