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La musica lirica italiana è conosciuta in tutto il mondo e si identifica con il genio, "l'arte di vivere" e l'identità culturale del nostro Paese. È sorprendente riscontrare quanto popolari siano l'opera italiana e i suoi grandi interpreti e quanto significativo sia il loro apporto all'immagine positiva dell'Italia all'estero.

La Scala di Milano è senza dubbio il teatro dell'opera più conosciuto al mondo; la spettacolare Arena di Verona attira ogni sera migliaia di spettatori; il Maggio Musicale Fiorentino ora dispone di un teatro nuovissimo, prossimo ad essere inaugurato. Il Festival Rossiniano di Pesaro e quello Pucciniano di Torre del Lago, la stagione lirica dello Sferisterio di Macerata e il Festival Verdi di Parma. La Fenice di Venezia, finalmente ricostruita dopo il disastroso incendio, e naturalmente il Teatro Petruzzelli di Bari, che aveva subito analoga sorte, ora riaperto. Il Teatro San Carlo di Napoli, il più antico d'Europa ancora attivo, recentemente restaurato.

Eppure – salvo rare eccezioni – questa straordinaria potenzialità non viene generalmente percepita. Indubbiamente, nel corso degli anni, non sono mancati gli interventi pubblici e gli appelli alla centralità della cultura e del nostro patrimonio artistico come principali veicoli di uno sviluppo armonico e sostenibile dell'Italia, in grado di sviluppare la coscienza civica e la creatività delle giovani generazioni e di far crescere un turismo di qualità, e con esso posti di lavoro qualificati. Il salto dalle buone intenzioni alla realtà è reso tuttavia molto difficile dalla mancanza di una "visione lunga" che tenga conto dei benefici nel tempo di un’accorta politica di sostegno della cultura. Il tutto, poi, non è certo favorito dall'attuale crisi economica.

È indubbio che la struttura organizzativa dei teatri dell'opera italiani necessiti di essere rivista secondo criteri di maggiore "sostenibilità" economica, ma resta il fatto che è sempre più  arduo programmare i cartelloni con l'anticipo necessario a promuoverli a livello internazionale.

Il turismo musicale legato alla lirica e alla musica classica si rivolge a viaggiatori evoluti ed esigenti, con una formazione culturale superiore, provenienti in larga parte da USA, Canada, Giappone, Nord e Mitteleuropa.

Con un crescente livello d'istruzione e con gusti sempre più evoluti di una fascia sempre più ampia della popolazione, anche i Paesi emergenti dell'area BRIC sono destinati a divenire un bacino di utenza primario per il turismo culturale-musicale verso il nostro Paese. Come hanno evidenziato diversi studi, l'Italia è universalmente considerata la culla della storia, della cultura, della musica, del design, della moda e del gusto.

Non sempre tuttavia la realtà risponde a queste forti aspettative.

Molto occorre fare in Italia perché vi sia una più diffusa e assidua cura del nostro patrimonio. Una maggiore consapevolezza del suo effettivo valore, economico e turistico oltre che culturale, contribuirebbe molto a migliorare la qualità di vita dei cittadini. I grandi appuntamenti sono spesso decisivi in questo senso, il 2013 offre una doppia occasione per la valorizzazione della grande tradizione dell'opera italiana:

•  per il 2013 è stata presentata la candidatura dell'opera lirica italiana a patrimonio immateriale dell'umanità UNESCO. L'opera è elemento essenziale per la diffusione del patrimonio culturale italiano;

• nel 2013 si celebrano due importanti anniversari, il duecentesimo anniversario della nascita di Giuseppe Verdi e di Richard Wagner. Per l'Italia e per la Germania, una straordinaria occasione per attirare visitatori da tutto il mondo.

 

Margherita Bozzano - Presidente di Merion European Cultural Tours, docente presso Università IULM Milano e Master Sole 24 Ore Milano e Roma è stata Assessore del Turismo Regione Liguria 2005-2010