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Ci sono sostanzialmente quattro caratteri innovativi che potrebbero rivoluzionare il modo di fare turismo nel futuro e sono: la sostenibilità ambientale, la riqualificazione rurale, la nascita del "makingtourism" e quella dell'albergo diffuso.

Tutti hanno in comune una possibile origine, un motivo scatenante: la rottura degli schemi. Con l'avvento di internet e dei social network ci sono stati incredibili mutamenti nella catena distributiva e produttiva. Non ci dimentichiamo di come il carattere della "sorpresa" vera e propria sia ormai un'utopia completa nel mondo connesso e condiviso di oggi.
L'attività turistica della semplice "osservazione", la cosiddetta "visita", oggi è sorpassata. Di certo non si vuole dire che non ci siano più consumatori dediti a questa attività ma oramai il grande pubblico non si stupisce più facilmente: qualsiasi luogo del pianeta è visibile in tempo reale e da diverse angolazioni semplicemente con qualche click.
In questo contesto, si innesca anche la spirale negativa ambientale che ormai qualsiasi comparto economico vede al suo interno con ripercussioni nocive su tutti i settori produttivi, in qualsiasi ambito territoriale. Fortunatamente da qualche anno però, l'attenzione delle masse verso il rispetto ambientale e la sostenibilità si è svegliato. Speriamo non troppo tardi.
Ad oggi, siamo di fronte all'affermarsi di una caratteristica di sostenibilità ambientale che è diventata imprescindibile sia per motivi meramente modaioli che per motivi più seriamente riguardanti la coscienza collettiva. Questo concetto sebbene non sempre puro e smaliziato si associa perfettamente alla necessità della rinnovazione dell'offerta turistica, che deve cercare di stupire il consumatore al fine di essere sempre appetibile e desiderabile. In sostanza, i bisogni del consumatore medio sono cambiati e si sono complicati.
Di fronte a questo problema la risposta del mercato è già arrivata, o meglio, si sta conformando al fine di raggiungere il consumatore nel modo migliore possibile. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di un nuovo modo di fare turismo, ossia connesso alle tipicità locali, connesso ai borghi antichi, alle tradizioni folklorisitche, spesso in strutture ricettive che si rifacevano alla tradizione architettonica locale (es. trulli, nuraghe).
Bene, si può osservare come quanto detto finora vada perfettamente a conformarsi ai primi due punti elencati all'inizio, poiché la sostenibilità si sposa benissimo con la riscoperta di un'attrattività basata sulle tradizioni e sulla produzione enogastronomica locale. A seguire il terzo punto si allaccia ai precedenti in perfetta sincronia con la nascita di un turismo dedito alla manualità, connesso ad un turismo "del fare", il cosiddetto "makingtourism", quindi non per forza connesso al concetto di relax ma connesso all'apprendimento, legato alla conoscenza e la scoperta della cultura ospitante, lontano dalla mera e sterile "visita". Il quarto punto si sta affermando con la nascita di alberghi strutturalmente diffusi.
Fin qui il quadro è chiaro e consecutivo. Esiste una rinnovazione in atto e una ri-calibrazione dell'innovazione produttiva turistica. Si sta puntando sulle tradizioni e sulle peculiarità territoriali, esiste una nuova coscienza civica verso il patrimonio culturale di ogni territorio. Tutto questo può avvenire solo con la collaborazione del territorio e dei gruppi locali che si occupano di individuare, censire e promuovere queste peculiarità territoriali che proprio attraverso questa azione possono modificarsi in attrattori turistici. In sostanza, la collaborazione e il networking delle realtà locali connesse ad una adeguata realtà distributiva più ampia sta permettendo di riscrivere il bouquet dell'offerta turistica, andando ad introdurre un nuovo concetto di promozione per questo bouquet di prodotti, basato sul concetto di bene sociale e sulla consapevolezza dei benefici di un turismo organizzato.

Un ulteriore conferma in relazione alle considerazioni appena fatte arriva dalla nascita degli ecomusei. L'assunzione di base è che il museo ha la funzione principale di "contenere" le opere d'arte e proteggerle. L'eco-museo conserva questo significato e lo espande. Nel caso dell'eco-museo le opere non saranno costituite da quadri o statue, bensì dal territorio e dagli attrattori territoriali. Un'altra caratteristica interessante è costituita dalla protezione effettuata sulle opere: se in un museo abbiamo i guardiani, in un eco-museo avremo la popolazione a guardia e tutela del territorio, che diventa attrazione di un museo a cielo aperto (Formazione turismo, 17 Gennaio 2014). I "quadri" attrattori in un museo tradizionale prendono vita trasformandosi in panorami reali esposti in un eco-museo, così come antichi casali o trulli e di maggior interesse, esposizione involontaria di tutte quelle che sono le tradizioni di un territorio (feste patronali, sagre e manifestazioni).
Sicuramente è un concetto temerario ma all'interno di un contesto evolutivo ancora in fase di assestamento questa visione segna sostanziali passi avanti congrui con tutto il percorso di crescita visto finora.
La creazione di un eco-museo, tuttavia, non è semplice. C'è bisogno di un impegno diretto da parte delle comunità locali, oltre che delle istituzioni, un impegno utile a proteggere e valorizzare quanto contenuto nell'eco-riserva.
L'aspetto più interessante è che le "opere d'arte" in mostra non riguardano soltanto le bellezze fisiche e tangibili del posto, ma anche tutto quello che è intangibile, sempre parte della cultura locale. Tutte quelle attività, quelle tradizioni che vanno a comporre il patrimonio culturale di un territorio e contribuiscono a crearne l'identità, l'unicità che verrà esposta nell'eco-museo.
Questa impostazione attrattiva ha bisogno di un importante organizzazione e soprattutto di molta collaborazione ma sicuramente sarà possibile raggiungere risultati di rivincita e valorizzazione di luoghi prima abbandonati con lo scopo ultimo di apportare benefici alla comunità locale che proprio attraverso la collaborazione e la promozione sociale genererà flussi di visitatori.
La creazione di un eco-museo è un importante possibilità per un territorio, attraverso di esso si potrà mostrare le meraviglie di un luogo oppure viverne le abitudini tipiche. Questa conformazione permetterà di dare vita ad una composizione di usi, paesaggi, tradizioni e costumi frutto della collaborazione degli abitanti nativi di quei luoghi.

Tutto questo vede una precisa dinamica evolutiva che (col tempo porta a nuovi prodotti naturalmente inseriti in questo processo) autonomamente mira all'espansione alla sopravvivenza economica reinventandosi continuamente per cogliere nuovi consumatori e finalmente, preservare per i turisti e per gli abitanti dei territori di domani.

flavio albano 180x226Flavio Roberto Albano - Autore di Turismo & Management d'Impresa

                                                            Twitter @FlavioRobAlbano

 

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