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Secondo un rapporto di Bankitalia, nei primi 6 mesi del 2013 calano fatturato e investimenti, ma crescono esportazioni (+8%) e turismo (+5%)

 

La crisi allenta la morsa nel Lazio, e il merito è di export e turismo: a dirlo è la Banca d'Italia nel rapporto realizzato dalla sede di Roma che si riferisce ai primi 6 mesi del 2013 e restituisce l'immagine di un territorio che ancora fatica a causa della recessione, ma che inizia a vedere la luce in fondo al tunnel grazie appunto alle esportazioni e all'immenso patrimonio culturale e paesaggistico che attrae a Roma e nel Lazio milioni di turisti.


Mentre continuano a calare fatturato e investimenti delle imprese e la stretta al credito si fa più dura (-9,1% il credito alle imprese), infatti, l'export laziale fa segnare il +8%, mentre il settore turistico è cresciuto del 5%. A risollevare l'economia del territorio laziale contribuiscono in parte anche le pubbliche amministrazioni: sono circa 4,4 i miliardi di euro ad oggi già spesi per saldare i crediti commerciali vantati dalle aziende nei confronti del settore pubblico: gran parte del merito va alla Regione Lazio che – sulla base di quanto promesso da Nicola Zingaretti in campagna elettorale – ha provveduto a pagare 2,5 miliardi ricevuti dal Ministero dell'Economia; 0,9 miliardi è la quota di fondi già erogati dai ministeri, circa un miliardo la cifra che comuni e province stanno pagando con più difficoltà.
Per quanto riguarda le esportazioni, l'aumento è stato registrato in particolar modo nel settore farmaceutico, cresciuto del 31%, mentre sono lievemente aumentate le esportazioni nei settori dell'elettronica e dei macchinari.
Sul fronte turistico, invece, è in aumento la presenza di stranieri (che sono adesso i 2/3 del totale dei turisti): nel primo semestre di quest'anno presenze e arrivi nella provincia di Roma hanno visto un incremento del 5% su base annua, mentre la spesa è cresciuta del 5,8%. In particolare, si segnala il porto di Civitavecchia, che nei primi otto mesi del 2013 ha avuto un aumento dell'11% del numero dei croceristi. Questo nonostante le difficoltà generali del terziario laziale, che produce il 75% circa del Pil regionale: -8% il calo dei voli nazionali e -3% i transiti autostradali nelle tratte regionali. La disoccupazione, infine, è salita al 12,4%.
Non mancano di certo i dati negativi, insomma, e il tunnel della crisi è ancora lungo, ma la luce in fondo si incomincia a vedere, e il turismo fa la sua bella parte.