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Patanè, presidente di Confturismo, parla di una “crisi senza precedenti”, da cui uscire con lo sviluppo dei trasporti e con la revisione alla “enorme tassazione” che colpisce il settore turistico

 

Una crisi “che non ha precedenti, almeno negli ultimi anni”: un messaggio forte, un grido d’allarme che spicca nel coro di chi parla di un bilancio turistico per l’estate 2013 di cui essere moderatamente soddisfatti. Ad uscire dal coro, quindi, è Luca Patanè, dallo scorso giugno presidente di Confturismo, che ha presentato a Roma il suo nuovo progetto per il rilancio del settore turistico.

Patanè ha auspicato che il turismo possa “vedere la luce presto, perché la crisi ha stravolto l'intero settore, cambiandone pelle e attori”. Nell’incontro con i giornalisti, Patanè ha sottolineato l'andamento scarsamente brillante dell’estate 2013, caratterizzata dalla “crescita dell'incoming e dalla sofferenza del turismo italiano”, come peraltro indicato già da più parti. Se ad agosto è arrivato il primo segnale di recupero, secondo il presidente di Confturismo, “ciò non è servito a bilanciare la perdita degli altri mesi”. “I dati, purtroppo, non sono positivi” dichiara senza mezzi termini Patanè riferendosi al bilancio in chiaro-scuro della stagione che volge al termine, peraltro dopo cinque anni di calo.

Per il futuro del turismo italiano, e dell’associazione da lui presieduta, Patanè ha dichiarato di voler puntare a “un pesante rilancio, a partire dalla creazione delle Confturismo regionali, in modo da mettere in piedi una rete più duttile e flessibile che assicuri un maggior scambio di informazioni tra centro e periferia”. Oltre alla necessità di fare rete e sistema, Patanè ha affermato che Confturismo intende dedicare particolare attenzione all’Expo 2015 di Milano, definita “una grande occasione per uscire dalla crisi strutturale del turismo, alla quale la politica dovrebbe dedicarsi molto”.

Tra le criticità di cui proprio le istituzioni politche dovrebbero occuparsi, Patanè ha indicato in particolare “l’enorme tassazione” che pesa sulle aziende del comparto, un fattore che “ne ha ridotto la capacità di fare investimenti e quindi la competitività”. Bisogna “rivedere questa tassazione perché il turismo, anche se considerato poco, esiste e vuole essere motore propulsivo per il Paese” ha affermato il presidente dell’associazione turistica di Confcommercio. Patanè ha poi concluso il suo intervento sottolineando la necessità di sviluppare il sistema dei trasporti, “perché non c'è sviluppo del turismo senza sviluppo dei trasporti” e l'opportunità di una “maggiore continuità” tra turismo e cultura.

 

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