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Dalla Romagna suggerimenti per il Salento: meglio diversificare l'offerta, come abbiamo fatto noi

 

Negli anni '90, la Riviera Romagnola era sinonimo, soprattutto per i giovani, di "turismo dello sballo": locali, discoteche, divertimento notturno e qualche inevitabile problema legato alla sicurezza e agli eccessi dei ragazzi.

Da qualche anno, la movida turistica ha trovato un nuovo epicentro: il Salento. Giovani italiani e stranieri affollano il tacco d'Italia durante la stagione estiva, riempiendo spiagge e locali. Ma anche qui, i problemi non mancano: a Gallipoli, per esempio, le cronache parlano di un "agosto da dimenticare" per le troppe ambulanze che ogni giorno (e ogni notte) hanno dovuto soccorrere giovani vittime degli eccessi del "turismo dello sballo". Una situazione che inizia a destare qualche preoccupazione per i salentini, e per risolvere la quale arrivano consigli dalla capitale della Riviera romagnola: Rimini.

"Non voglio certo dare consigli agli amministratori di Gallipoli, che sapranno sicuramente trovare le giuste soluzioni ai problemi del territorio, posso però dire che il cambio di rotta di Rimini non è avvenuto per caso. Lo hanno voluto le varie amministrazioni che si sono succedute e quel periodo di movida sfrenata proprio non lo rimpiangiamo" ha dichiarato Jamil Sadegholvaad, assessore alle Attività economiche di Rimini, come riferito dalla Gazzetta del Mezzogiorno.

Secondo l'amministratore riminese, la via per un turismo più "sobrio" è nella diversificazione dell'offerta. E Sadegholvaad spiega come si è fatto a Rimini, dove a eventi notturni come la "Notte Rosa" si affiancano strutture per il turismo congressuale, itinerari dello shopping, manifestazioni sportive e molto altro. Tutto per consentire a Rimini, il cui Pil è legato al 70% al turismo, di restare "aperta" 12 mesi l'anno. Senza rinunciare alle discoteche e ai giovani della movida, su cui però i controlli si sono fatti più intensi.

 

«Il problema del “turismo dello sballo” non ci riguarda ormai da tempo». Jamil Sadegholvaad, assessore alle Attività economiche del Comune di Rimini, deve fare un salto indietro negli Anni Novanta per avere memoria delle orde di giovani a caccia di divertimento sfrenato. Anni che offrivano uno scenario simile a ciò che sta vivendo Gallipoli in questa estate 2013: movida no-limits, decibel assordanti, alcol e sballo. Un tempo da cui amministratori e residenti hanno preso le distanze senza rimpianti. Del viavai di autombulanze che hanno soccorso in queste settimane decine di giovani ubbriachi fradici nella «Città bella», a Rimini quest’estate non c’è stata traccia.

(Continua a leggere sulla Gazzetta del Mezzogiorno)

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