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Una scoperta che potrebbe dare nuova linfa al turismo culturale calabrese, duramente colpito dalla recente polemica sui Bronzi di Riace

 

Una scoperta che potrebbe dare un eccezionale impulso al turismo culturale in Calabria: è stato trovato a Monasterace Marina, in provincia di Reggio Calabria, il mosaico ellenistico più grande della Magna Grecia.

Nel territorio dove anticamente sorgeva l’insediamento di Kaulonia sono in corso dal 1998 degli scavi, coordinati dall’archeologo Francesco Cuteri con la direzione scientifica di Maria Teresa Iannelli, della Soprintendenza per i Beni archeologici della Calabria; già nel 2012 i lavori, a cui stanno partecipando studenti provenienti dalle università italiane e dall’ateneo di Bahìa Blanca in Argentina, avevano portato alla scoperta di un mosaico raffigurante un drago, un rosone e sei riquadri con motivi floreali.

Ma è in questi giorni, dopo che si sono conclusi i lavori di pulizia di nuovi riquadri che compongono la pavimentazione a mosaico della sala termale, che sono venuti alla luce gli altri riquadri scoperti raffiguranti un piccolo delfino, un nuovo drago e un altro grande delfino. L’ambiente è stato denominato “La sala dei draghi e dei delfini” e costituisce uno dei più grandi mosaici ellenistici della Magna Grecia (risalente al periodo tra la fine del IV ed i primi decenni del III sec. a.C), grazie a una estensione di circa 30 metri quadri.

“La scoperta è di straordinaria importanza perché si tratta del più grande mosaico ellenico della Magna Grecia. È come se ci trovassimo in una sala con tanti tappeti, solo che in questo caso il materiale usato è la pietra” ha dichiarato l’archeologo Cuteri con entusiasmo. Entusiasmo motivato dalla straordinaria importanza della scoperta, che potrebbe dare nuova linfa al turismo culturale in Calabria, di recente colpito duramente dalla polemica sull'abbandono in cui versa un altro simbolo del passato ellenistico calabrese, i Bronzi di Riace.

 

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