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Oltralpe il settore turistico lamenta una carenza di personale che non riesce a colmare. 10.000 posti vacanti solo nella Loira per un Paese che ha segnato 83 milioni di arrivi nel 2012

 

Mentre in Italia la disoccupazione cresce anche nel settore turistico, e anche in quelle destinazioni - come la Romagna - un tempo roccaforte del turismo estivo italiano, in Francia si segnala il problema opposto: i posti di lavoro ci sono, a mancare sono i lavoratori.

La crisi economica si sente anche in Francia: sono circa 3 milioni i disoccupati Oltralpe, e tra i giovani la percentuale di senza lavoro rappresenta il 26,5%. Eppure, dal settore turistico arriva la notizia di migliaia di posti di lavoro vacanti: 10.000 solo nella Valle della Loira e 1250 in Provenza-Alpi-Costa Azzurra, tra le regioni più sofferenti. Per i due terzi si tratta di lavoro stagionale (soprattutto camerieri e cuochi), ma il resto è costituito da contratti a tempo indeterminato che restano vacanti, in un Paese che nel 2012 ha attirato 83 milioni di turisti dall'estero (confermandosi al primo posto nel mondo, con l'Italia quinta) per 35,8 miliardi di euro, con una crescita che non si vedeva dal 2008.

 

Della mancanza di lavoratori nel settore turistico francese parla Il Fatto Quotidiano:

Sos: cercasi camerieri. In un Paese, la Francia, dove i disoccupati sono più di tre milioni e i senza lavoro fra i giovani di meno di 25 anni rappresentano il 26,5% del totale, il settore alberghiero e della ristorazione ricerca disperatamente personale, soprattutto ora che è iniziata l’alta stagione.

Non sono disponibili dati a livello nazionale. Ma le cifre in arrivo da alcune regioni sono sorprendenti. Il Pays de la Loire, ad esempio, la valle della Loira, che va da Le Mans fino a Nantes e poi alla costa atlantica: secondo le stime, aggiornate all’ultima settimana, mancano in quell’area (soprattutto nelle stazioni balneari di Loire-Atlantique e della Vandea) 10mila lavoratori. Per i due terzi si tratta di lavoro stagionale, per il resto addirittura di contratti a durata indeterminata. “E’ così ogni estate – sottolinea François Effling, responsabile nell’area della Confederazione dei professionisti indipendenti alberghieri (Cpih) – ma la situazione si è aggravata nettamente quest’anno, dato che il bisogno di manodopera nel settore è aumentato del 20% rispetto al 2012”.

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