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-6,2% nella seconda parte del 2012, anche a causa dell’Imu che ha convinto molti proprietari a vendere le seconde case. Record negativo in Molise: -13,5%

Colpa della crisi, e forse ancor di più colpa dell’Imu. Fatto sta che cala sensibilmente il valore di mercato delle abitazioni nelle località del turismo balneare. Un calo medio del 6,2% a livello nazionale, con punte del 13,5% in Molise e del 10,5% in Romagna.

La diminuzione dei prezzi delle abitazioni nelle località turistiche desta ancora più preoccupazione, se si considera che si riferisce alla seconda parte del 2012, periodo nel corso del quale la tassa sugli immobili ha certamente influito su una situazione economica già poco favorevole, convincendo molti proprietari di seconde case al mare che era il momento di vendere, anche a costo di far calare il valore delle abitazioni.

A segnalare il calo è la rete di agenzie immobiliari Tecnocasa, che spiega come ora, tra i criteri per l’acquisto, spicca la vicinanza al luogo di residenza, un fattore che permette di sfruttare la casa al mare non solo per le vacanze estive ma anche per week end e short break nel corso dell’anno. E se calano gli acquirenti italiani di questa tipologia di abitazione, tra gli stranieri si segnalano, in particolare, russi, tedeschi, inglesi e olandesi.

Entrando nello specifico dei dati locali, nell’Italia del Nord si è registrato un calo dell’8%. Sostanziale stabilità per le località marittime del Veneto, mentre in Emilia Romagna i valori sono scesi del 10,5% in zone storicamente apprezzate dai vacanzieri come Rimini, Cervia e Milano Marittima. In Liguria la diminuzione dei valori delle località di mare è stata del 6,2%, esattamente in linea con il dato nazionale. La provincia di Imperia è quella che ha avuto la migliore performance, con un ribasso dei valori del 4,4%. A seguire la provincia di Savona con una contrazione dei valori del 7,3% e infine la provincia di Genova con un ribasso dell’8,1%.

Nel Centro Italia i prezzi delle località turistiche di mare hanno registrato una contrazione del 7,6%, con la diminuzione più forte nel Lazio (-8,8%), poi l’Abruzzo (-6,9%), la Toscana (-5,7%) e le Marche (-3,6%).

Al Sud e nelle due isole maggiori, la contrazione dei prezzi è stata del 5,7% e del  5%. Il Molise è la regione che ha segnalato la svalutazione più forte (-13,5%), mentre la Sicilia ha registrato un calo del 7%. Meglio hanno fatto la Campania e la Puglia, con cali rispettivamente  del 5,5% e del 5,4%. Le località di villeggiatura della Sardegna, infine, hanno segnalato una contrazione del 4,4%.

 

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