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Da qualche giorno, cioè da quando è stato presentato il nuovo Governo,  non si fa altro che parlare, nel bene e nel male, del binomio cultura-turismo. Come abbiamo già scritto su questo portale, crediamo che possa essere una grande opportunità, che mette a sistema due delle eccellenze del nostro Paese.

Un esempio di sinergia tra cultura e turismo in Italia è dato dalle Ville Venete, una realtà culturale e storica che percorre come un filo rosso l’intero territorio regionale del Veneto, risultando un prodotto turistico versatile e poliedrico di grande appeal per i viaggiatori nazionali e internazionali.

Ne abbiamo parlato con l’assessore regionale Marino Finozzi, con deleghe al turismo, alle attività promozionali, al commercio estero e all’internazionalizzazione.

Le Ville Venete sono una delle eccellenze della regione e rappresentano un’opportunità per scoprire un Veneto diverso. Quali sono i prodotti turistici legati a quest’offerta?

Le circa 3700 Ville Venete del territorio regionale sono un patrimonio architettonico e artistico assolutamente unico al mondo. E irripetibile. Con il progetto che abbiamo avviato con i proprietari e le loro rappresentanze, ne mettiamo in rete oltre 140, tra le più belle in assoluto, visitabili in tutto o in parte, molte anche attrezzate per offrire ospitalità sia come pernottamento, sia come ristorazione, sia anche come eventi che possono andare dal matrimonio al congresso.

Questa proposta turistica è “esterna” alle mete tradizionali e si lega strettamente al territorio dove la Villa sorge, fungendo da testimonial straordinario al paesaggio e all’ambiente, alle produzioni agroalimentari – che per certi aspetti sono eredi dell’agricoltura di cui la Villa era il fulcro – e alle produzioni artigianali e manifatturiere locali. Per questi motivi la proposta turistica delle Ville Venete non ha una sua stagionalità, e anzi occupa al meglio i periodi primaverili e autunnali solitamente meno frequentati. Ma dà anche un’opportunità complementare al turismo balneare, delle terme, del lago, delle città d’arte e delle montagne.

 

Quali sono le Vostre strategie di marketing per le Ville Venete?

Le Ville Venete sono i capisaldi di un turismo “slow” di alto livello qualitativo, ottimo per tutti e specialmente per i turisti più esigenti e amanti del bello, provenienti da Paesi ad economia sviluppata o in sviluppo, con una tradizione culturale significativa. Lo proponiamo con azioni dirette e invitando stampa e tour operator a visitarle, convinti come siamo che, una volta vedute, saranno i primi promotori di queste bellezze.

 

Quali i mercati di riferimento per la promozione di questo patrimonio?

Il nostro primo mercato di riferimento, a parte quello nazionale, è stato quello del Regno Unito, con una presentazione a Londra e con una visita di giornalisti britannici nella prima metà di aprile. Ma abbiamo presentato la rete delle Ville Venete anche in Russia, mercato che riteniamo estremamente interessante per questo genere di proposta dai connotati esclusivi. La stessa cosa stiamo facendo con la Germania, Paese dal quale peraltro arrivano circa 2 milioni e mezzo di persone, che potranno essere facilmente testimoni diretti e quindi ambasciatori della proposta. In ogni caso, lo proporremo ovunque abbiamo programmato una valorizzazione della nostra offerta turistica, nel contesto di un “Pacchetto Veneto” che ritengo in assoluto tra i più interessanti per i turisti amanti del bello e del buono e poco propensi al “mordi e fuggi”.

 

Il riconoscimento UNESCO quale Patrimonio Mondiale dell’Umanità quanto incide sull’immagine delle Ville Venete e sulla scelta dei turisti?

Il “marchio” Unesco ha il suo peso, ma in questo caso riguarda non l’intero patrimonio delle Ville Venete, bensì il suo nucleo significativo costituito dagli edifici realizzati o attribuiti ad Andrea Palladio, architetto che ha influenzato realmente, e influenza tutt’ora, il mondo intero e il modo di concepire gli spazi e i luoghi destinati a palazzi e residenze importanti. Ecco, vogliamo ricordare che si tratta di 23 delle circa 4200 Ville Venete presenti in tutto il Nord Est, in quello che è stato l’entroterra pacifico e sviluppato della Serenissima Repubblica di Venezia, la repubblica la più duratura e longeva di tutta la storia dell’umanità.

 

Le Ville Venete rappresentano per il turista un’opportunità non solo culturale ma anche naturalistica, grazie agli splendidi giardini che le circondano: è questo un aspetto a cui prestate attenzione in termini di marketing e comunicazione?

Certamente: gli spazi destinati ai parchi sono straordinari in tutti i sensi. Spesso sono anche veri e propri giardini botanici; sono sempre architetture disegnate le piante, che hanno accompagnato l’evoluzione dei giardini all’italiana e ne rappresentano tuttora esempi sublimi, maestosi, magici. Dico di più: di alcune Ville è visitabile il solo giardino, ma questo nulla toglie al valore della visita e anzi costituisce un ulteriore risvolto di quel turismo slow che guarda alla bellezza fatta di contenuti reali piuttosto che di apparenza. L’unico dispiacere è che il tempo ha spesso contribuito ad annichilire il patrimonio dei parchi come spazio visivo delle Ville. E d’altra parte, per mantenere Ville e parchi occorre far recuperare a queste dimore un valore economico che consenta di valorizzarle e di conservarle per il futuro.