fbpx

Il Consorzio Grana Padano DOP in un convegno a Milano chiede maggiore tutela per le eccellenze alimentari anche come ricchezza per il turismo

I turisti, stranieri e italiani, sono sempre alla ricerca di eccellenze alimentari nei territori che visitano e le statistiche più recenti confermano che un turista su quattro si muove per degustare cibi locali nei ristoranti oppure direttamente con acquisti di prodotti tipici, con benefici che si riverberano su tutte le componenti della filiera agroalimentare. D’altra parte, in Italia il 40% dei consumi alimentari avviene fuori casa. Ecco che allora per le aziende occorre farsi conoscere direttamente dove questi consumi avvengono, facendo in modo che il consumatore, turista o residente, possa distinguere e riconoscere i prodotti di qualità.

Questa filosofia è stata abbracciata con successo dal Consorzio Tutela Grana Padano, il prodotto DOP più consumato nel mondo con 4.932.996 forme prodotte nel 2018 ed un export salito a 1.938.328 forme, che da 14 anni investe in un’importante attività di formazione negli istituti alberghieri di tutta la penisola, soprattutto per i servizi di incoming di alto livello, con una partecipazione in continua crescita e risultati decisamente lusinghieri. Ora il Consorzio, reduce dal Fancy Food, grande rassegna negli Stati Uniti, sollecita altri Consorzi alimentari italiani a collaborare per diffondere una più ampia cultura del Made in Italy alimentare sfruttando le opportunità offerte dai programmi comunitari.

Nella recente tavola rotonda “The Best in Lombardy – Agrifood e Travel in Regione Lombardia” promosso da Gambero Rosso e Regione che si è tenuta a Milano sono state approfondite le potenzialità delle eccellenze alimentari italiane nel far crescere il turismo, ma sono state evidenziate anche le difficoltà che si incontrano nella loro tutela. Difendere le identità dei prodotti non è cosa semplice, perché le imitazioni sono troppe, di qui discende la necessità di affiancare il consumatore con un’informazione ampia, continua e mirata. Alla ristorazione e alle catene di distribuzione – è il messaggio lanciato al convegno – viene chiesta un’esposizione ordinata e chiara dei prodotti per permettere al consumatore e al cliente di riconoscere e preferire i prodotti di qualità, grande punto di forza dell’agroalimentare lombardo e italiano.