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Nel paese fantasma di Consonno i maggiorenni di tutte le parti del mondo torneranno bambini, nascondendosi tra i boschi, divertendosi alla sera e mangiando abbondantemente; infatti Consonno ospiterà per la terza volta il Mondiale di Nascondino, evento internazionale ormai giunto alla nona edizione.

Dal 24 al 26 agosto, 80 squadre e 400 persone provenienti da tutto il mondo, cercheranno il “Nascondiglio perfetto”, sfidandosi in un campo di 65mila mq, per vincere il prestigioso premio della Foglia di Fico d’Oro. L’evento è organizzato da CTRL Magazine. La nona edizione del Mondiale è stata presentata sulla pagina Facebook con un video.

 

Il regolamento prevede che gruppi di 80 squadre devono nascondersi mentre una squadra dei cercatori, fissa e neutrale, composta da atletici giocatori di rugby, deve cercare i partecipanti. Il campionato si sviluppa in manches. In ogni manche le 20 squadre del girone interessato schierano un solo elemento per un totale di 20 giocatori che si nascondono e un cercatore li scova. I 20 giocatori hanno 1 minuto di tempo per nascondersi e 5 minuti per correre verso la tana, ed un grande e morbido materasso sul quale lanciarsi in maniera liberatoria. Il 1° che si libera si aggiudica 20 punti, il 2° 19, il 3° 18 e così via. Chi viene tanato dal cercatore non si aggiudica nessun punto, così, anche chi non esce dal nascondiglio entro il tempo regolamentare e chi è sorpreso a barare. A garantire il perfetto funzionamento del gioco ci saranno gli arbitri di gara. I punteggi ottenuti dai singoli componenti della squadra si sommano per decretare le 20 squadre finaliste e, poi, la squadra campione del mondo.

Nella 1° giornata le squadre saranno divise in 4 gironi. La fase eliminatoria si svolgerà nella giornata di sabato 25 e nel corso della mattinata del 26. Le migliori 5 squadre di ogni girone si affronteranno durante le finali in programma nel pomeriggio di domenica dal quale emergerà la squadra vincitrice

Gli eventi collaterali al Mondiale di nascondino sono il “Nascondino Museek Festival Rock” ed i Concerti Nascosti nel buio del paese fantasma di Consonno.

Nell’area “L’Imboscata” si potrà bere birra artigianale prodotta dai migliori birrifici artigianali d’Italia, mentre si potrà mangiare ai truck food.

È previsto il “Wild and Seek”, un’area campeggio attrezzata, ed un’area per camperisti; inoltre sarà possibile soggiornare nei B&B convenzionati.

L’unico limite è quello di non accedere alla proprietà che fu del Conte Bagno, causa di ogni sventura che ha portato all’abbandono di Consonno trasformandolo nel giro di pochi anni in un borgo fantasma.

Consonno fino a primi anni 60 era un paese agricolo noto per la raccolta delle castagne, il sedano, e la terra argillosa che caratterizza ancora oggi la vicina cascina di Figina.

Purtroppo le terre erano di proprietà di un’immobiliare che cedette le quote al Conte Bagno del Vallo, industriale milanese di origini piemontesi con idee di megalomania; infatti il conte pensava di creare la Las Vegas della Brianza.

La storia di Consonno

Consonno è noto per il panorama che si gode nei giorni di sole, da est si vede la Val Cava, il Lago di Olginate, l’abitato di Pescarenico, parte del Resegone, quindi i luoghi che ispirarono il Manzoni per il romanzo dei Promessi Sposi. Ad ovest il panorama offre la vista del Monte San Primo, il Cornizzolo, il Monte Rai, i Corni di Canzo ed ai loro piedi i tre laghi Brianzoli, Oggiono, Annone e Pusiano tanto cari a Stendhal.  Due noti cantanti residenti a Galbiate considerano il panorama dei laghi briantei uno dei più belli del mondo.

Leonardo da Vinci, secondo le leggende locali, si sarebbe ispirato al panorama di Consonno per dipingere i panorami di alcuni quadri e affreschi, mentre secondo alcuni studiosi i personaggi dell’Ultima Cena sono disposti secondo la vista speculare del Resegone e dei monti circostanti.

Consonno è una frazione del comune di Olginate nella provincia di Lecco, ma è raggiungibile da Villa Vergano (frazione di Galbiate), percorrendo parte della strada che porta a Figina. Il paese di Consonno non è facile da raggiungere, in quanto l’unica strada proveniente da Galbiate è aperta raramente, quindi si devono percorrere i sentieri, come quello che da Ravellino frazione di Colle Brianza, porta al paese passando per la caratteristica Cascina di Figina, o quello che parte da San Genesio e raggiunge Consonno. Le stazioni ferroviarie più vicine suono quelle di Oggiono e Sala al Barro Galbiate sulla linea S7 e Calolziocorte-Olginate o Airuno sulla linea S8.

Gli abitanti di Consonno, all’inizio dell’avventura del Conte Bagno, pensavano di incrementare la vendita e la produzione di prodotti agricoli invece in poco tempo venne demolito quasi tutto l’abitato salvando solo la Chiesa di San Maurizio, la canonica ed il piccolo cimitero. Vennero costruiti edifici in stile moresco e orientaleggiante, con un minareto che rappresentava il centro sociale della nuova Consonno. Vennero aperti locali di divertimento ed un hotel di lusso.

Nel 1976 a causa di uno smottamento del terreno venne interrotta la strada per Consonno ed iniziò il lento declino della Las Vegas della Brianza. Successivamente i vari arredi dei locali e del minareto vennero depredati e portati nelle varie abitazioni della Brianza.

Subito dopo la frana del 1976, Consonno divenne un rifugio per sbandati e drogati, facendo perdere ogni interesse. Tra i ricordi di molti escursionisti e villeggianti della zona, è ancora vivo il ricordo del prato di Scangia, soprannome dato al gestore del chiosco, dove si potevano mangiare sostanziosi e buonissimi panini con salame locale (Filzetta e Bogia), seduti a dei grandi tavoloni. Il Conte, per recuperare l’area, aprì un ospizio per anziani che venne trasferito nel 2007.

Oggi il paese conta un solo abitante, il minareto cuore pulsante dei divertimenti è inagibile, ma l’associazione Amici di Consonno organizza la Sagra di San Maurizio, la burrolata di castagne, la festa di Pasquetta ed altri eventi nati per tenere in vita questo piccolo borgo. Nel 2012 è stato inaugurato il bar La Spinada, in stile anni 60, aperto ogni domenica da Pasqua fino ad ottobre.

Il Conte Bagno, per promuovere il nuovo abitato di Consonno, non badò a spese, promosse eventi sportivi, volle costruire campi di calcio e da golf, una pista per auto e moto, organizzò concerti ed altri spettacoli per richiamare i turisti e rendere fruibili al massimo le strutture. Il Conte non tenne conto delle problematiche geomorfologiche del territorio, tale errore di valutazione fece perdere l’opportunità di tenere in vita la Las Vegas della Brianza, rinunciando così all’investimento fatto negli anni '60.

Nel 2014 Consonno è tornato brevemente alla ribalta per l’interessamento di DJ Francesco, ma non si è giunti ad una soluzione.

Attualmente la proprietà del Conte è in vendita per 12.000.000 di euro, circa 1.000 volte il costo storico di 22.500.000 Lire. Non si può dire che l’investimento non si sia rivalutato, ma ha prodotto la distruzione: di un intero centro abitato, dell’economia locale, del territorio e soprattutto gli abitanti non hanno mantenuto il legame con le loro origini.

L’autore di questo articolo passava le estati degli anni '70 e '80 con nonni e parenti a Colle Brianza, e in famiglia il ricordo di Consonno è restato quello del paese abbandonato e degli sbandati. Gli adulti non volevano che si raggiungesse il paese ma ci si fermasse a Figina o da Scangia, ancora oggi i miei amici e parenti non vanno oltre.

Consonno può rappresentare la rinascita di un borgo, come possiamo farlo? Conservare quello che resta della Las Vegas della Brianza? Demolire tutto e ricostruire com’era prima? Costruire nuovi edifici? Mantenere il nuovo ed il vecchio?

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Giorgio G. Castoldi

Professore a contratto Università degli Studi di Milano

Twitter @padanianb